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Autori

Pierfranco Camussone

Professore di
Organizzazione e
sistemi informativi
presso l’Università di
Trento e di Information
Technology e nuovi
modelli di business
presso l’Università
L. Bocconi di Milano.
Docente senior
dell’Area Sistemi
Informativi della SDA
Bocconi.

 

11 - società dell'informazione

Up one level
Capitolo 11 - Pier Franco Camussone - La società dell'informazione
11 - società dell'informazione 11.1 Il contesto europeo: la “società della conoscenza”
11 - società dell'informazione 11.2 Le caratteristiche della società dell’informazione
11 - società dell'informazione 11.3 La società dell’informazione in Lombardia: la disponibilità di infrastrutture
11 - società dell'informazione 11.4 Domanda e offerta di servizi ICT in Lombardia
11 - società dell'informazione 11.5 Conclusioni

Estratto



11.1 - Il contesto europeo: la “società della conoscenza”
Nel summit tra i capi di stato europei, tenutosi a Lisbona nel marzo del 2000, è stata lanciata una sfida alla società americana, generalmente ritenuta più avanzata rispetto a quella europea, per quanto concerne l’impiego della innovazione tecnologica. In quella occasione i rappresentanti dell’Unione europea hanno proposto al vecchio continente un traguardo ambizioso, da raggiungere entro il 20101. Per quell’anno l’Europa dovrebbe divenire “la prima società al mondo basata sulla conoscenza”.
Ciò presuppone uno sviluppo e una larga diffusione delle applicazioni della Information and Communication Technology (ICT) in tutti i campi delle attività umane che possono trarre vantaggio dall’impegno di queste nuove tecnologie.
Una società siffatta viene spesso indicata con l’espressione di “società dell’informazione”, o “digital society”, per indicare il ruolo rilevante che la gestione delle informazioni, svolta mediante tecnologie digitali, assume nell’economia e nella vita sociale. La produzione industriale, pur rimanendo uno dei pilastri fondamentali dello sviluppo economico, cede il passo alla produzione di servizi “knowledge based”, tipica di settori ad alto contenuto di conoscenza come la finanza, la ricerca, la sanità, l’istruzione, l’informazione e l’editoria, e così via.
Saranno questi i comparti trainanti dell’economia nel futuro immediato, i settori in cui la competitività dei diversi sistemi paese si confronterà per definire i nuovi assetti di prosperità economica.

1 Nel Lisbon European Council svoltosi nella primavera del 2000, l’Unione ha fissato “the strategic goal for the next decade: to become the most competitive and dynamic knowledge-based economy in the world capable of sustainable economic growth with more and better jobs and greater social cohesion” (Paragraph 5 of the Council conclusions).


11.2 - Le caratteristiche della società dell’informazione
Lo sviluppo della società dell’informazione è stimolato dal progredire della innovazione tecnologica nel settore dell’informatica e delle telecomunicazioni, un processo che – in questi ultimi anni – ha assunto un andamento impetuoso. Il volume d’affari dell’ ICT, a livello globale, cioè in tutto il mondo, ha raggiunto nel 2003 i 2.300 miliardi di euro2.  Una parte cospicua (tra il 10 e il 20%) di questi ricavi sono rinvestiti in ricerca, ne consegue una propulsione incredibile nel processo di sviluppo di nuove idee applicative e di tecnologie innovative. Le principali linee di sviluppo della tecnologia che hanno avuto una influenza sullo sviluppo della digital society sono le seguenti:

1) la diffusione di personal computer come strumento di lavoro e postazione di accesso ai servizi di rete;
2) il progresso nelle tecnologie di trasmissione dati, sia in termine di “media” (dal doppino in rame, alla banda larga via etere, al cavo in fibra ottica) sia in termini di tecniche di compressione;
3) l’affermarsi di internet come rete di comunicazione universale per lo scambio di dati e informazioni;
4) la digitalizzazione di gran parte dei prodotti intellettuali dell’attività umana (libri, musica, foto, film, risultati di ricerca, ecc.);
5) la diffusione di apparecchiature mobili per la comunicazione e lo scambio di informazioni (telefoni portatili, notebook dotati di capacità ricettive via etere, ecc.)
6) l’inserimento di microchip (embedded), nelle più disparate apparecchiature (auto, elettrodomestici, macchine utensili, e così via), che consentono a queste macchine un comportamento più “intelligente” e un uso più facilitato da parte dell’utente umano.

Lo sviluppo della società dell’informazione presuppone da un lato la disponibilità di infrastrutture di base, come i computer nella maggior parte delle abitazioni e in quasi tutti i posti di lavoro, le reti a banda larga per la trasmissione di grandi masse di dati e informazioni e così via. Ma richiede altresì che le infrastrutture disponibili siano utilizzabili in modo proficuo per lo svolgimento delle attività economiche e sociali, cioè che vi sia una abbondante offerta di applicazioni o, come si usa dire in gergo tecnico3, di funzioni d’uso pronte, che attraggano gli utenti e diffondano l’utilizzo delle infrastrutture.  In quest’ottica è fondamentale la presenza di una articolata e ben sviluppata filiera di fornitori di contenuti, ovvero di applicazioni in rete, che riguardi i più disparati settori in cui l’ICT può dar luogo a vantaggiose applicazioni, quali i servizi finanziari, l’e-commerce, l’e-procurement, l’e-governement, l’e-learning e cosi via.
Il livello di sviluppo delle società dell’informazione è quindi contraddistinto non solo da una elevata disponibilità di infrastrutture, ma anche dall’offerta di soluzioni in rete ai bisogni dei consumatori, delle aziende e dei cittadini.  Fare acquisti in forma telematica, prenotare via internet una visita medica, accedere ai siti della Pubblica Amministrazione per il pagamento on-line di tributi, sono esempi di efficienza ed efficacia nelle attività sociali ed economiche che si desidera raggiungere nella società che si aspira a costruire in Europa.
A una offerta abbondante deve però corrispondere una domanda vigorosa e articolata: un ulteriore elemento fondamentale per lo sviluppo della “società dell’informazione” è rappresentato, quindi, dall’intensità della domanda di servizi ad alto contenuto di informazioni e di conoscenza da parte di imprese e individui. Quanto più “maturo” è il mercato tanto più elevata sarà la domanda e più sofisticata la tipologia di servizi richiesti.

2 Rapporto Assinform 2004.
3 Abel, D.F., Defining the business, Prentice Hall, 1980.



11.3 - La società dell’informazione in Lombardia: la disponibilità di infrastrutture
Per valutare il grado di sviluppo della società dell’informazione in Lombardia possiamo partire da due indicatori significativi riguardanti la disponibilità di infrastrutture: la disponibilità della banda larga e l’accesso a internet4.
Per quanto concerne lo sviluppo della rete in fibra ottica a fine 2003 (secondo dati Assinform/NetConsulting5) la nostra regione disponeva di circa 1.168.000 km di cavi posati, su un totale nazionale di 6.652.000, quindi con una quota del 17,5% dell’intero Sistema Italiano (tab. 11.1).  In termini relativi si registrano in Lombardia 45 km di fibra ottica per km2, mentre in Italia la disponibilità è di 21 km per ogni km2.  La Lombardia risulta essere la prima regione italiana sia per quanto concerne le dorsali in fibra ottica (backbone) sia per quanto riguarda le reti metropolitane (MAN), come si può constatare osservando la fig. 11.1.






Per quanto riguarda i collegamenti XDSL, a fine 2003 era raggiungibile il 73,2% della popolazione lombarda e il 75% delle aziende (contro una media nazionale del 72%).
Si tratta di dati confortanti, se si tiene conto dell’estensione territoriale della regione e della distribuzione territoriale della popolazione. In proposito va osservato che in Lombardia il 57% della popolazione è concentrato nel 10% dei comuni (città maggiori); mentre il 57% dei comuni (di piccole dimensioni), pur coprendo il 49% del territorio, ospita solo il 13% della popolazione residente.
Per cui, restringendo l’osservazione alle aree urbane, la percentuale di cittadini e operatori economici raggiunti dalla banda larga diventa quasi totale (93% nel caso della provincia di Milano).
Nella nostra regione tutte le aziende di grande dimensione dispongono di accesso a internet e di un proprio sito web. Nel caso delle piccole e medie imprese (PMI) la percentuale di aziende lombarde connesse a internet risulta essere del 96%, mentre il 78% dichiara di disporre di un proprio sito web con servizi almeno informativi6.  Il 18% delle aziende utilizza servizi di e-procurement e il 10% offre servizi di e-commerce.
Inoltre risulta elevata la percentuale di aziende (dal 37 al 47%) che dichiara di accedere a servizi di e-government ministeriali o di enti pubblici (INPS, Camere di commercio, ecc.).
Significativa è anche la percentuale delle famiglie lombarde che dichiarano di utilizzare internet7 56,2%. In questo caso è interessante notare come la percentuale aumenti (91%) tra le famiglie con figli compresi tra 12 e 26 anni, mentre si riduce al 32% nel caso di famiglie senza figli. Nel complesso si stima8 che poco più del 50% della popolazione lombarda (50,6%) sia utilizzatrice di internet mentre un ulteriore fascia di popolazione (11,8%) ha in piano di divenire utente in futuro.  La percentuale di utenti internet in Lombardia (56,2%) è superiore a quanto stimato9 come media per il nostro Paese (39,6%) e addirittura alla media europea (48,9%).
La diffusione delle nuove tecnologie è quindi più elevata nella nostra regione rispetto alla media del resto del Paese e in linea con quanto si verifica nelle aeree europee più evolute.

4 L’una non implica l’altra: per accedere a internet si deve possedere un pc, un abbonamento ad un provider, e saper usare almeno un browser. Non è da sottovalutare la soglia di difficoltà tecnologica nell’accesso.
5 www.assinform.it
6 Osservatorio Neos, Executive Summary, Gennaio 2004.
7 Ibid.
8 Ibid.
9 European Information Technology Osservatory 2004.




11.4 - Domanda e offerta di servizi ICT in Lombardia
La Lombardia è l’area geografica in cui maggiormente si sono sviluppate le imprese ICT nel nostro Paese: circa un quarto delle 86.000 imprese di questo settore sono dislocate in questa regione. Non solo, se si considerano gli addetti ben il 29% di tutti i lavoratori del settore svolgono la loro attività in Lombardia. Essa si caratterizza quindi come la regione leader di questo settore, sottolineando la vocazione che la contraddistingue come capitale dei nuovi trend tecnologici e economici.
Il 50% degli addetti che operano in regione si occupano della produzione di software e della erogazione di servizi, rimarcando in tale modo la forte concentrazione di queste attività nella regione rispetto al resto d’Italia.
Inoltre va osservato che, a differenza di quanto si riscontra nel resto del nostro Paese, il 42% dei lavoratori ICT che operano in regione lavora presso aziende medio-grandi (con più di 250 dipendenti), come si può vedere dalla tab. 11.2. Ne risulta quindi una struttura produttiva di impronta industriale piuttosto che artigianale, come si riscontra in altre parti del Paese.  Va inoltre osservato che gli headquarter delle maggiori imprese di informatica, e di buona parte di quelle di telecomunicazioni, operanti nel nostro Paese hanno sede in Lombardia, che pertanto si configura come il centro decisionale delle politiche di sviluppo dell’ICT nel nostro Paese.



Anche sotto il profilo dell’offerta dei prodotti e dei servizi ICT la Lombardia si caratterizza, quindi, come una realtà evoluta e più avanzata rispetto alla media delle altre regioni italiane: per certi aspetti si potrebbe addirittura parlare di un “distretto informatico” specializzato nella realizzazione di siti web interattivi e di prodotti multimediali.
La Lombardia è non solo la regione in cui è concentrata la quota più elevata della produzione di servizi ICT, ma è anche di gran lunga la regione che – in proporzione – dà origine alla maggior parte della spesa in informatica del nostro Paese. Secondo i dati forniti da Assinform10, il 26,9% di tutta la spesa Italiana annuale in prodotti e servizi informatici è originata da aziende, o consumatori, residenti in Lombardia (fig. 11.2).



La regione si afferma, quindi, come il primo mercato di utilizzo dei prodotti informatici, sia per quanto concerne le aziende che per quanto riguarda i consumatori individuali, ribadendo in tal modo il suo ruolo di leader a livello nazionale nell’impiego delle nuove tecnologie informatiche (fig. 11.3).



10 Assinform: 2° Rapporto sul mercato dell'IT nelle Regioni Italiane.



11.5 - Conclusioni
La realtà lombarda si caratterizza quindi come un contesto socio-economico fortemente impegnato e avanzato nella realizzazione della “società dell’informazione”. Una realtà in cui imprese, enti pubblici e individui stanno investendo ciascuno secondo il proprio ruolo e le proprie possibilità nello sviluppo e nella diffusione di “servizi innovativi ICT based”. Come è ben noto agli economisti lo sviluppo di una offerta di prodotti e servizi ricca, e a prezzi accettabili, stimola la crescita della domanda, generando un circolo virtuoso che determina un graduale e costate sviluppo economico.




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