Pier Franco Camussone
Capitolo 11 - La società dell’informazione
testo completo su: www.rapportoirer2005.it/economica/I/camussone
Il contributo ha l’obiettivo di descrivere la società dell’informazione in Lombardia. La prima parte del contributo definisce il concetto di società dell’informazione e le sue principali caratteristiche. Successivamente si analizza la società dell’informazione in Lombardia, analizzando la disponibilità di infrastrutture nonché la domanda e offerta di servizi ICT. L’ultima parte presenta le conclusioni. I dati utilizzati sono principalmente tratti dall’Osservatorio NEOS e dai rapporti Assinform.
Nel summit tra i capi di stato europei, tenutosi a Lisbona nel marzo del 2000, i rappresentanti della Comunità Europea hanno proposto un traguardo ambizioso da raggiungere entro il 2010: diventare “la prima società al mondo basata sulla conoscenza”. Ciò presuppone uno sviluppo e una larga diffusione delle applicazioni della Information and Communication Technology (ICT) in tutti i campi delle attività umane che possono trarre vantaggio dall’impegno di queste nuove tecnologie.
Una società siffatta viene spesso indicata con l’espressione di “società dell’informazione”, o digital society, per indicare il ruolo rilevante che la gestione delle informazioni, svolta mediante tecnologie digitali, assume nell’economia e nella vita sociale. La produzione industriale, pur rimanendo uno dei pilastri fondamentali dello sviluppo economico, cede il passo alla produzione di servizi knowledge based, tipica di settori ad alto contenuto di conoscenza come la finanza, la ricerca, la sanità, l’istruzione, l’informazione e l’editoria, e così via.
Saranno questi i comparti trainanti dell’economia nel futuro immediato, i settori in cui la competitività dei diversi sistemi paese si confronterà per definire i nuovi assetti di prosperità economica.
Lo sviluppo della società dell’informazione è stimolato dal progredire della innovazione tecnologica nel settore dell’ICT. Il volume d’affari dell’ICT, a livello mondiale, ha raggiunto nel 2003 i 2.300 miliardi di euro (Assinform, 2004). Una parte cospicua (tra il 10 e il 20%) di questi ricavi sono reinvestiti in ricerca, e ne consegue una propulsione incredibile nel processo di sviluppo di nuove idee applicative e di tecnologie innovative. Le principali linee di sviluppo della tecnologia che hanno avuto un’influenza sullo sviluppo della digital society sono le seguenti:
1. la diffusione di personal computer come strumento di lavoro e postazione di accesso ai servizi di rete;
2. il progresso nelle tecnologie di trasmissione dati;
3. l’affermarsi di internet come rete di comunicazione universale per lo scambio di dati e informazioni;
4. la digitalizzazione di gran parte dei prodotti intellettuali dell’attività umana (libri, musica, foto, film, risultati di ricerca, ecc.);
5. la diffusione di apparecchiature mobili per la comunicazione e lo scambio di informazioni (telefoni portatili, notebook dotati di capacità ricettive via etere, ecc.);
6. l’inserimento di microchip (embedded), nelle più disparate apparecchiature (auto, elettrodomestici, macchine utensili, ecc.), che consentono a queste macchine un comportamento più “intelligente” e un uso facilitato da parte dell’utente umano.
Lo sviluppo della società dell’informazione presuppone da un lato la disponibilità di infrastrutture di base, come i computer nella maggior parte delle abitazioni e in quasi tutti i posti di lavoro, le reti a banda larga per la trasmissione di grandi masse di dati e informazioni e così via. Ma richiede altresì che le infrastrutture disponibili siano utilizzabili in modo proficuo per lo svolgimento delle attività economiche e sociali, cioè che vi sia una abbondante offerta di applicazioni o di funzioni d’uso (Abel, 1980) pronte, che attraggano gli utenti e diffondano l’utilizzo delle infrastrutture.
Il livello di sviluppo delle società dell’informazione è quindi contraddistinto non solo da una elevata disponibilità di infrastrutture, ma anche dall’offerta di soluzioni in rete ai bisogni dei consumatori, delle aziende e dei cittadini. Fare acquisti in forma telematica, prenotare via internet una visita medica, accedere ai siti della Pubblica Amministrazione per il pagamento online di tributi, sono esempi di efficienza ed efficacia nelle attività sociali ed economiche.
A una offerta abbondante deve però corrispondere una domanda vigorosa e articolata: un ulteriore elemento fondamentale per lo sviluppo della “società dell’informazione” è rappresentato, quindi, dall’intensità della domanda di servizi ad alto contenuto di informazioni e di conoscenza da parte di imprese e individui. Quanto più “maturo” è il mercato, tanto più elevata sarà la domanda e più sofisticata la tipologia di servizi richiesti.
Per valutare il grado di sviluppo della società dell’informazione in Lombardia possiamo partire da due indicatori significativi riguardanti la disponibilità di infrastrutture: la disponibilità della banda larga e l’accesso a internet.
Per quanto concerne lo sviluppo della rete in fibra ottica a fine 2003 (secondo dati Assinform/NetConsulting) la Lombardia disponeva di 1.168.000 km di cavi posati, su un totale nazionale di 6.652.000, pari al 17,5% dell’intero sistema italiano. In Lombardia si registrano 45 km di fibra ottica per km2, mentre in Italia la disponibilità è di 21 km per km2. La Lombardia risulta essere la prima regione italiana sia per quanto concerne le dorsali in fibra ottica (backbone) sia per quanto riguarda le reti metropolitane (MAN) (fig. 11.1).
Per quanto riguarda i collegamenti XDSL, a fine 2003 era raggiungibile il 73,2% della popolazione lombarda e il 75% delle aziende (contro una media nazionale del 72%). Restringendo l’osservazione alle sole aree urbane, la percentuale di cittadini e operatori economici raggiunti dalla banda larga diventa quasi totale (93% nella provincia di Milano).
In Lombardia, tutte le aziende di grande dimensione dispongono di accesso a internet e di un proprio sito web. Nel caso delle piccole e medie imprese (PMI) la percentuale di aziende lombarde connesse a internet risulta essere del 96%, mentre il 78% dichiara di disporre di un proprio sito web con servizi almeno informativi (Osservatorio Neos, 2004). Il 18% delle aziende utilizza servizi di e-procurement ed il 10% offre servizi di e-commerce.
Inoltre risulta elevata la percentuale di aziende (dal 37 al 47%) che dichiara di accedere a servizi di e-government ministeriali o di enti pubblici (INPS, camere di commercio ecc.). Significativa è la percentuale delle famiglie lombarde che dichiarano di utilizzare internet 56,2%, superiore a quanto stimato (European Information Technology Osservatory, 2004) come media per il nostro Paese (39,6%) e addirittura alla media europea (48,9%). È interessante notare come la percentuale aumenti (91%) tra le famiglie con figli compresi tra 12 e 26 anni, mentre si riduce al 32% nel caso di famiglie senza figli.
Circa un quarto delle 86 mila imprese ICT presenti in Italia sono dislocate in Lombardia. Non solo, se si considerano gli addetti, ben il 29% di tutti i lavoratori del settore svolgono la loro attività in Lombardia. Essa si caratterizza quindi come la regione leader di questo settore, sottolineando la vocazione che la contraddistingue come capitale dei nuovi trend tecnologici ed economici. Il 50% degli addetti che operano nella regione si occupano della produzione di software e dell’erogazione di servizi.
Inoltre va osservato che, a differenza di quanto si riscontra nel resto del Paese, il 42% dei lavoratori ICT che operano in Lombardia lavora presso aziende medio-grandi (tab. 11.1). Va inoltre osservato che gli headquarter delle maggiori imprese di informatica, e di buona parte di quelle di telecomunicazioni, operanti nel nostro Paese hanno sede in Lombardia, che pertanto si configura come il centro decisionale delle politiche di sviluppo dell’ICT in Italia.
Sotto il profilo dell’offerta dei prodotti e dei servizi ICT, la Lombardia si caratterizza come una realtà evoluta e più avanzata rispetto alla media italiana: si potrebbe parlare di un “distretto informatico” specializzato nella realizzazione di siti web interattivi e di prodotti multimediali.
La Lombardia è anche la regione che – in proporzione – dà origine alla maggior parte della spesa in informatica del nostro Paese. Secondo i dati forniti dal rapporto Assinform, il 26,9% di tutta la spesa italiana annuale in prodotti e servizi informatici è originata da aziende, o consumatori, residenti in Lombardia. La Regione si afferma come il primo mercato di utilizzo dei prodotti informatici, sia per quanto concerne le aziende che per quanto riguarda i cittadini.
La realtà lombarda si caratterizza come un contesto socio-economico fortemente impegnato e avanzato nella realizzazione della “società dell’informazione”. Una realtà in cui imprese, enti pubblici e individui stanno investendo secondo il proprio ruolo e le proprie possibilità nello sviluppo e nella diffusione di “servizi innovativi ICT based”. Lo sviluppo di una offerta di prodotti e servizi ricca e a prezzi accettabili stimola la crescita della domanda, generando un circolo virtuoso che determina un graduale e costante sviluppo economico.
Il contributo ha l’obiettivo di descrivere la società dell’informazione in Lombardia. La prima parte del contributo definisce il concetto di società dell’informazione e le sue principali caratteristiche. Successivamente si analizza la società dell’informazione in Lombardia, analizzando la disponibilità di infrastrutture nonché la domanda e offerta di servizi ICT. L’ultima parte presenta le conclusioni. I dati utilizzati sono principalmente tratti dall’Osservatorio NEOS e dai rapporti Assinform.
11.1 Il contesto europeo: la “società della conoscenza”
Nel summit tra i capi di stato europei, tenutosi a Lisbona nel marzo del 2000, i rappresentanti della Comunità Europea hanno proposto un traguardo ambizioso da raggiungere entro il 2010: diventare “la prima società al mondo basata sulla conoscenza”. Ciò presuppone uno sviluppo e una larga diffusione delle applicazioni della Information and Communication Technology (ICT) in tutti i campi delle attività umane che possono trarre vantaggio dall’impegno di queste nuove tecnologie.
Una società siffatta viene spesso indicata con l’espressione di “società dell’informazione”, o digital society, per indicare il ruolo rilevante che la gestione delle informazioni, svolta mediante tecnologie digitali, assume nell’economia e nella vita sociale. La produzione industriale, pur rimanendo uno dei pilastri fondamentali dello sviluppo economico, cede il passo alla produzione di servizi knowledge based, tipica di settori ad alto contenuto di conoscenza come la finanza, la ricerca, la sanità, l’istruzione, l’informazione e l’editoria, e così via.
Saranno questi i comparti trainanti dell’economia nel futuro immediato, i settori in cui la competitività dei diversi sistemi paese si confronterà per definire i nuovi assetti di prosperità economica.
11.2 Le caratteristiche della società dell’informazione
Lo sviluppo della società dell’informazione è stimolato dal progredire della innovazione tecnologica nel settore dell’ICT. Il volume d’affari dell’ICT, a livello mondiale, ha raggiunto nel 2003 i 2.300 miliardi di euro (Assinform, 2004). Una parte cospicua (tra il 10 e il 20%) di questi ricavi sono reinvestiti in ricerca, e ne consegue una propulsione incredibile nel processo di sviluppo di nuove idee applicative e di tecnologie innovative. Le principali linee di sviluppo della tecnologia che hanno avuto un’influenza sullo sviluppo della digital society sono le seguenti:
1. la diffusione di personal computer come strumento di lavoro e postazione di accesso ai servizi di rete;
2. il progresso nelle tecnologie di trasmissione dati;
3. l’affermarsi di internet come rete di comunicazione universale per lo scambio di dati e informazioni;
4. la digitalizzazione di gran parte dei prodotti intellettuali dell’attività umana (libri, musica, foto, film, risultati di ricerca, ecc.);
5. la diffusione di apparecchiature mobili per la comunicazione e lo scambio di informazioni (telefoni portatili, notebook dotati di capacità ricettive via etere, ecc.);
6. l’inserimento di microchip (embedded), nelle più disparate apparecchiature (auto, elettrodomestici, macchine utensili, ecc.), che consentono a queste macchine un comportamento più “intelligente” e un uso facilitato da parte dell’utente umano.
Lo sviluppo della società dell’informazione presuppone da un lato la disponibilità di infrastrutture di base, come i computer nella maggior parte delle abitazioni e in quasi tutti i posti di lavoro, le reti a banda larga per la trasmissione di grandi masse di dati e informazioni e così via. Ma richiede altresì che le infrastrutture disponibili siano utilizzabili in modo proficuo per lo svolgimento delle attività economiche e sociali, cioè che vi sia una abbondante offerta di applicazioni o di funzioni d’uso (Abel, 1980) pronte, che attraggano gli utenti e diffondano l’utilizzo delle infrastrutture.
Il livello di sviluppo delle società dell’informazione è quindi contraddistinto non solo da una elevata disponibilità di infrastrutture, ma anche dall’offerta di soluzioni in rete ai bisogni dei consumatori, delle aziende e dei cittadini. Fare acquisti in forma telematica, prenotare via internet una visita medica, accedere ai siti della Pubblica Amministrazione per il pagamento online di tributi, sono esempi di efficienza ed efficacia nelle attività sociali ed economiche.
A una offerta abbondante deve però corrispondere una domanda vigorosa e articolata: un ulteriore elemento fondamentale per lo sviluppo della “società dell’informazione” è rappresentato, quindi, dall’intensità della domanda di servizi ad alto contenuto di informazioni e di conoscenza da parte di imprese e individui. Quanto più “maturo” è il mercato, tanto più elevata sarà la domanda e più sofisticata la tipologia di servizi richiesti.
11.3 La società dell’informazione in Lombardia: la disponibilità di infrastrutture
Per valutare il grado di sviluppo della società dell’informazione in Lombardia possiamo partire da due indicatori significativi riguardanti la disponibilità di infrastrutture: la disponibilità della banda larga e l’accesso a internet.
Per quanto concerne lo sviluppo della rete in fibra ottica a fine 2003 (secondo dati Assinform/NetConsulting) la Lombardia disponeva di 1.168.000 km di cavi posati, su un totale nazionale di 6.652.000, pari al 17,5% dell’intero sistema italiano. In Lombardia si registrano 45 km di fibra ottica per km2, mentre in Italia la disponibilità è di 21 km per km2. La Lombardia risulta essere la prima regione italiana sia per quanto concerne le dorsali in fibra ottica (backbone) sia per quanto riguarda le reti metropolitane (MAN) (fig. 11.1).
Per quanto riguarda i collegamenti XDSL, a fine 2003 era raggiungibile il 73,2% della popolazione lombarda e il 75% delle aziende (contro una media nazionale del 72%). Restringendo l’osservazione alle sole aree urbane, la percentuale di cittadini e operatori economici raggiunti dalla banda larga diventa quasi totale (93% nella provincia di Milano).
In Lombardia, tutte le aziende di grande dimensione dispongono di accesso a internet e di un proprio sito web. Nel caso delle piccole e medie imprese (PMI) la percentuale di aziende lombarde connesse a internet risulta essere del 96%, mentre il 78% dichiara di disporre di un proprio sito web con servizi almeno informativi (Osservatorio Neos, 2004). Il 18% delle aziende utilizza servizi di e-procurement ed il 10% offre servizi di e-commerce.
Inoltre risulta elevata la percentuale di aziende (dal 37 al 47%) che dichiara di accedere a servizi di e-government ministeriali o di enti pubblici (INPS, camere di commercio ecc.). Significativa è la percentuale delle famiglie lombarde che dichiarano di utilizzare internet 56,2%, superiore a quanto stimato (European Information Technology Osservatory, 2004) come media per il nostro Paese (39,6%) e addirittura alla media europea (48,9%). È interessante notare come la percentuale aumenti (91%) tra le famiglie con figli compresi tra 12 e 26 anni, mentre si riduce al 32% nel caso di famiglie senza figli.
11.4 Domanda e offerta di servizi ICT in Lombardia
Circa un quarto delle 86 mila imprese ICT presenti in Italia sono dislocate in Lombardia. Non solo, se si considerano gli addetti, ben il 29% di tutti i lavoratori del settore svolgono la loro attività in Lombardia. Essa si caratterizza quindi come la regione leader di questo settore, sottolineando la vocazione che la contraddistingue come capitale dei nuovi trend tecnologici ed economici. Il 50% degli addetti che operano nella regione si occupano della produzione di software e dell’erogazione di servizi.
Inoltre va osservato che, a differenza di quanto si riscontra nel resto del Paese, il 42% dei lavoratori ICT che operano in Lombardia lavora presso aziende medio-grandi (tab. 11.1). Va inoltre osservato che gli headquarter delle maggiori imprese di informatica, e di buona parte di quelle di telecomunicazioni, operanti nel nostro Paese hanno sede in Lombardia, che pertanto si configura come il centro decisionale delle politiche di sviluppo dell’ICT in Italia.
Sotto il profilo dell’offerta dei prodotti e dei servizi ICT, la Lombardia si caratterizza come una realtà evoluta e più avanzata rispetto alla media italiana: si potrebbe parlare di un “distretto informatico” specializzato nella realizzazione di siti web interattivi e di prodotti multimediali.
La Lombardia è anche la regione che – in proporzione – dà origine alla maggior parte della spesa in informatica del nostro Paese. Secondo i dati forniti dal rapporto Assinform, il 26,9% di tutta la spesa italiana annuale in prodotti e servizi informatici è originata da aziende, o consumatori, residenti in Lombardia. La Regione si afferma come il primo mercato di utilizzo dei prodotti informatici, sia per quanto concerne le aziende che per quanto riguarda i cittadini.
Conclusioni
La realtà lombarda si caratterizza come un contesto socio-economico fortemente impegnato e avanzato nella realizzazione della “società dell’informazione”. Una realtà in cui imprese, enti pubblici e individui stanno investendo secondo il proprio ruolo e le proprie possibilità nello sviluppo e nella diffusione di “servizi innovativi ICT based”. Lo sviluppo di una offerta di prodotti e servizi ricca e a prezzi accettabili stimola la crescita della domanda, generando un circolo virtuoso che determina un graduale e costante sviluppo economico.