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Autori

Roberto Verganti

Professore ordinario
di Gestione
dell’innovazione al
Politecnico di Milano.
Direttore dell’Alta
Scuola Politecnica
dei Politecnici di
Milano e Torino,
membro del comitato
scientifico dell’EIASM
(European Institute for
Advanced Studies in
Management), direttore
di MaDe In Lab
laboratorio di Marketing
Design e Innovazione.

 

Roberto Verganti

Capitolo 15 - L’azione della Regione nel campo della ricerca, innovazione, trasferimento tecnologico
testo completo su: www.rapportoirer2005.it/economica/II/verganti

Il contributo analizza l’azione della Regione nel campo della ricerca innovazione e trasferimento tecnologico (RITT), che ruota attorno alle linee fissate dal Documento strategico per la ricerca e l’innovazione. Dopo aver descritto gli obiettivi e i principi della strategia per la RITT, vengono brevemente passate in rassegna le azioni attuate nelle due legislature e quelle da attivare. Infine vengono presentate le questioni da affrontare.

15.1 la formulazione della strategia RITT


Cosciente della rilevanza che la ricerca e l’innovazione giocano per lo sviluppo economico e sociale in una regione quale la Lombardia, che costituisce il principale polo di produzione scientifica e industriale del Paese, e uno dei principali in Europa, l’Amministrazione regionale, cogliendo le opportunità offerte dalle modifiche al Titolo V della Costituzione, ha promosso lo sviluppo di una politica regionale per la RITT. Le riflessioni attorno a questo tema, avviate già dall’inizio degli anni Novanta, hanno avuto nell’ultima legislatura una notevole accelerazione, resa visibile con l’organizzazione degli stati generali della ricerca nell’ottobre del 2002 e nel luglio del 2004 e con la produzione del “Documento strategico per la ricerca e l’innovazione della Regione”. Questo documento riassume sia le politiche RITT sviluppate nell’ultima legislatura, sia le direzioni di movimento previste per il futuro. In particolare, seguendo l’articolazione da esso adottato, questo contributo sviluppa i seguenti punti:
– illustra gli obiettivi, i principi e il modello di riferimento per la strategia RITT della Regione;
– utilizza tale modello per rileggere le azioni intraprese nella presente legislatura, sia quelle realizzate che quelle pianificate;
– approfondisce due aspetti centrali per il futuro della RITT: la realizzazione di politiche focalizzate (tramite l’identificazione di aree tecnologiche/settori su cui concentrare gli investimenti) e lo sviluppo del sistema di governance per le politiche RITT, con particolare riferimento al sistema di programmazione e monitoraggio.
A livello regionale la complessità di formulazione della strategia di ricerca e innovazione è estrema. Questa considerazione è ancora più forte in Lombardia, una regione il cui sistema RITT è estremamente complesso. Infatti:
– la numerosità e la varietà degli attori in gioco è elevata ed è del tutto paragonabile a quella di interi paesi europei. In altre parole la Lombardia è una regione tecnologicamente “densa” e multiforme;
– la vocazione industriale del territorio si distribuisce su un campo vasto, quasi completo, di settori. Questa multi-settorialità della Regione (conseguenza anche della sua rilevanza dimensionale) costituisce uno dei suoi principali punti di forza, ma allo stesso tempo un elemento di notevole complessità nella formulazione di una strategia;
– la varietà e la qualità degli attori in gioco implica che sia difficile riconoscere un polo (industriale o scientifico) di riferimento. Le strategie della ricerca e dell’innovazione lombarde sono quindi multi-polari, sono cioè il risultato di processi decisionali diffusi, frammentati, in cui non è possibile identificare uno o più attori le cui decisioni siano sovraordinate agli altri.
La complessità peraltro si riverbera inevitabilmente all’interno dell’Amministrazione regionale, rendendo estremamente articolati anche i processi strategici interni.
I fattori sopra evidenziati caratterizzano le principali criticità e sfide che la Regione si è trovata e si troverà ad affrontare da quando ha intrapreso la strada della governance della RITT.
Fare strategia in questo ambito significa dare corpo alla strategia emergente, cioè leggere e interpretare le mosse sviluppate dagli attori in campo, identificarne le connessioni, e ricondurle quindi a una visione organica, rilanciando il quadro di riferimento per il medio-lungo termine.

15.2 Gli obiettivi e i principi della strategia per la RITT in Lombardia


Nel documento strategico per la R&I la Regione pone la RITT al centro dei propri piani di sviluppo condividendo e supportando la missione enunciata dal Consiglio Europeo riunito a Lisbona di trasformare il continente nella più avanzata economia basata sulla conoscenza.
La Regione ha quindi deciso di agire da elemento di facilitazione, catalizzazione e stimolo alla crescita delle risorse per la R&I e della loro messa a sistema. In tal senso le risorse economiche regionali (strutturalmente limitate, data l’attuale normativa) destinate alla R&I fungono da effetto leva delle risorse che complessivamente gli stakeholder possono attivare.
Le ricadute attese dall’implementazione della strategia RITT concernono:
– la crescita della capacità innovativa, nei settori ad alta tecnologia e in quelli tradizionali;
– il miglioramento della qualità della vita dei cittadini;
– la crescita delle eccellenze scientifiche e tecnologiche del sistema della ricerca regionale, e il connesso miglioramento del sistema dell’alta formazione;
– l’attrattività del sistema, verso talenti, imprese leader e capitali, sviluppando il posizionamento della regione come nodo primario nella rete globale di poli di produzione di conoscenza e di sviluppo economico.

15.3 Le azioni del recente passato e il modello trategico


La fig. 15.1 illustra il modello strategico per la RITT della Regione.
Gli interventi regionali del recente passato sono stati guidati da un lato dalla necessità di affrontare situazioni prioritarie nel breve termine, e dall’altro dall’esigenza di porre le basi per una più solida politica RITT di medio-lungo termine.
Nella prima parte del percorso strategico – attivato nella VI legislatura – la Regione si è concentrata sulle politiche trasversali, e in particolare sul trasferimento tecnologico (con l’attivazione di centri regionali di eccellenza), sulla formazione dei ricercatori (con i bandi FSE Misura D4) e sulla società dell’informazione.
A ciò si è affiancata da un lato l’attivazione, negli strumenti di finanziamento, di misure prevalentemente orientate agli aiuti diretti alle imprese e dall’altro una rapida attivazione di meccanismi di governance “a grappolo” per cominciare ad avviare il dialogo con gli attori del sistema e affrontare tempestivamente alcuni temi prioritari.
Nel frattempo la Regione ha operato alcuni interventi volti a permettere la realizzazione di politiche organiche di medio termine. In particolare è stata avviata la sperimentazione di alcuni strumenti finanziari innovativi (per esempio i voucher tecnologici) e sono stati attivati progetti per la realizzazione di diversi strumenti a supporto di una programmazione informata della R&I.
Queste attività sono culminate nella VII legislatura con la stipula dell’Accordo di Programma in Materia di Ricerca siglato con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) nel 2004.
Negli ultimi anni la Regione ha inoltre più che decuplicato i fondi dedicati alla RITT (fig. 15.2).

15.4 Le linee di sviluppo future


Per consolidare il percorso avviato in questi anni è importante quindi che nel prossimo futuro la strategia regionale sia orientata a:
– consolidare e affinare le iniziative già avviate in tema di politiche trasversali in particolare, per quanto concerne il trasferimento tecnologico, puntando al miglioramento della qualità del sistema e dei processi di trasferimento e, per quanto concerne la formazione dei giovani ricercatori, potenziando i dottorati di ricerca come punto di incontro tra ricerca e industria;
– razionalizzare il sistema di governance, definendo un quadro organico agendo soprattutto sui processi di interazione tra gli attori e completando/ consolidando gli strumenti di supporto;
– potenziare e sistematizzare gli strumenti finanziari, con riferimento in particolare agli strumenti di connessione tra gli attori del sistema, passando dalla fase di sperimentazione a un pacchetto di strumenti sostenibili;
– sviluppare le politiche di portafoglio, e in particolar modo le politiche focalizzate.

15.5 La strategia di portafoglio


Uno dei principi chiave che hanno guidato negli ultimi anni l’azione regionale in ambito RITT è stata l’individuazione dei settori/ambiti tecnologici strategici su cui concentrare gli investimenti. Per strategia di portafoglio si intende una strategia RITT che combina virtuosamente due visioni e due politiche:
– politiche focalizzate su ambiti tecnologico/settoriali (visione verticale), finalizzate a raggiungere l’eccellenza in ambiti selezionati: tali politiche permettono la messa a sistema degli attori, la concentrazione degli sforzi e l’addizionalità delle risorse;
– politiche multisettoriali (visione trasversale), finalizzate a promuovere le connessioni tra ambiti diversi (trasferimento orizzontale di conoscenza, in particolare dai settori high-tech a quelli tradizionali) in modo da mantenere la ricchezza dei settori in cui opera la regione e permettere la ricombinazione di innovazioni.
Le azioni più recenti nella corrente legislatura si sono concentrate nello sviluppo delle politiche focalizzate. Si tratta di politiche basate prevalentemente su pochi grandi progetti svolti in partenariato da più attori e prevedono un ruolo di selezione, indirizzo e monitoraggio da parte della Regione.
Le politiche focalizzate concernono tre tipologie di ambiti:
– cluster tecnologici: ambiti tecnologici su cui sviluppare strategie orientate all’eccellenza. La Regione nel recente Accordo di Programma in materia di ricerca con il MIUR (luglio 2004) ha identificato 3 cluster tecnologici: Biotecnologie, Materiali Avanzati, ICT;
– meta-distretti industriali: ambiti settoriali (e territoriali) su cui sviluppare strategie orientate all’eccellenza. I meta-distretti identificati sono: materiali, biotecnologie alimentari, altre biotecnologie, ICT, design, moda;
– sviluppo della RITT nell’ambito di altre politiche regionali: concerne quelle politiche regionali non direttamente incentrate sulle tecnologie, ma che di tecnologie fanno intenso uso: sanità, agricoltura, energia.

15.6 Punti di attenzione e criticità aperte


Uno dei punti critici dell’azione regionale per lo sviluppo della RITT è ravvisabile nell’assoluta necessità che le sperimentazioni avviate vengano definitivamente consolidate e istituzionalizzate, evitando di lasciarle allo stadio di eventi puntuali e non più ripetuti.
Inoltre ricerca e innovazione sono tematiche che attraversano numerose aree d’azione regionale: la società dell’informazione, la formazione, la ricerca, l’industria, la sanità, l’agricoltura, le risorse idriche e l’energia. Pertanto, in ambito di politiche RITT, ci sono notevoli rischi di sovrapposizioni, incongruenze e dispersione di risorse; ciò è particolarmente evidente nel caso dei cluster tecnologici e dei metadistretti.
In questo senso è quindi prioritario nel prossimo futuro definire meccanismi di coordinamento e integrazione tra le politiche e gli strumenti nei due ambiti. Tale coordinamento deve avvenire sia nella governance del sistema RITT, sia internamente all’amministrazione regionale.
Più in generale una riflessione interna all’Amministrazione regionale relativa a quale sia la migliore collocazione organizzativa del team che si occupa di una tematica così trasversale come la ricerca e l’innovazione, e di come attivare meccanismi continui di coordinamento tra le diverse DG attorno a questo tema sembra inevitabile nell’immediato futuro.

Conclusioni


La Regione ha recentemente adottato il Documento strategico per la ricerca e innovazione che rappresenta il punto di approdo di dieci anni di riflessioni e interventi a favore della RITT. La VII legislatura, infatti, porta a compimento un percorso iniziato con i primi interventi, improntati alla trasversalità, a favore della formazione dei ricercatori, della società dell’informazione e del trasferimento tecnologico, individuando una serie di ambiti (cluster tecnologici e metadistretti industriali in primis) su cui focalizzare gli interventi. Tale impegno non si è concretizzato solo nell’investimento di risorse economiche, ma soprattutto in un patrimonio di competenze, sperimentazioni di strumenti, condivisione di visioni, che costituiscono un importante base per l’ulteriore sviluppo delle politiche RITT future.

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