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Luigi De Paoli

Capitolo 14 - Il sistema energetico lombardo
testo completo su: www.rapportoirer2005.it/territoriale/III/depaoli

Il contributo esamina la situazione energetica lombarda e la sua evoluzione recente: la dipendenza da fonti di approvvigionamento esterne, la capacità produttiva per la raffinazione e l’energia elettrica. Vengono esaminate quindi le politiche per lo sviluppo delle fonti rinnovabili e per il risparmio energetico.

14.1 L’evoluzione della situazione energetica


L’ultimo bilancio energetico disponibile (2000) evidenzia tre caratteristiche:
1) dipendenza dalle forniture esterne; la produzione regionale è stata pari al 9% del consumo; 2) forte dipendenza anche dalle importazioni, (estero e altre regioni) di elettricità, pari al 40% dei consumi; 3) preponderanza dei consumi del settore civile sul totale dei consumi energetici finali (38%), seguiti da quelli industriali (33%) e dai trasporti (27%).
La Lombardia è la prima regione italiana per consumi energetici, con una quota del 18-19% dei consumi nazionali. Nel periodo 1994-2000 il tasso di crescita medio annuo della domanda di energia primaria in Lombardia è stato dell’1,7%, sostanzialmente analogo a quello nazionale (1,8%). Nel medesimo periodo, il PIL è cresciuto a un ritmo solo leggermente superiore. Conseguentemente l’intensità energetica (rapporto tra energia primaria richiesta e valore della produzione) è rimasta quasi inalterata.
Anche per la Lombardia, come per l’Italia, non sembrano emergere significative tendenze di uso più efficiente dell’energia. L’intensità energetica lombarda è inferiore del 7-8% rispetto a quella italiana, ma ciò è dovuto alla minore trasformazione di energia in Lombardia (sottodimensionamento del sistema elettrico e delle raffinerie) che è un’attività fortemente energy intensive. Se si guarda all’intensità energetica dei consumi finali, invece che a quella della energia primaria, la situazione lombarda è allineata alla media nazionale.
Per quanto riguarda i consumi finali per settori, la Lombardia si differenzia dalla media italiana soprattutto per il maggior peso che hanno i consumi nel settore civile (residenziale e terziario). Ciò è dovuto al clima mediamente più rigido e quindi ai maggiori consumi per gli usi di riscaldamento.
L’Italia ha prodotto nel periodo considerato dal 15 al 20% dell’energia consumata, la Lombardia ha prodotto solo dal 7 al 9% dei propri consumi.
Se si considera la produzione per fonti (tab. 14.2), si osserva che la Lombardia è molto povera di fonti fossili, concentrandosi perciò nel settore delle fonti rinnovabili e in particolare nell’idroelettrico. Infatti, circa il 90% della produzione energetica lombarda proviene da questa fonte.
La Lombardia appare dotata di un sistema di raffinazione moderno e ben bilanciato. Le tre raffinerie lombarde in esercizio hanno effettuato significativi investimenti per adeguarsi alle nuove norme qualitative riguardanti i prodotti e i nuovi limiti di emissione, dotate infine di adeguati impianti di conversione.
La Lombardia tradizionalmente è una regione che consuma più elettricità di quanto non ne produca (fig. 14.1) e la situazione è peggiorata. A fronte di una crescita media annua della domanda del 2,7%, l’offerta è cresciuta meno dell’1% all’anno (0,8%) facendo così salire il deficit elettrico regionale dal 32% nel 1994 al 42% nel 2003 (tab. 14.3)
L’“emergenza elettrica” è ben presente agli organi competenti della Regione, tanto che gran parte delle otto linee di intervento del Piano Energetico Regionale (PER) approvato nel marzo 2003 si riferiscono al settore elettrico.
Il complesso insieme di obiettivi e di linee del PER, che coniugano elementi quali l’aumento di produzione di energia insieme alla riduzione delle emissioni, la crescita competitiva dell’industria con l’incremento dell’occupazione, necessita di un approccio di “Pianificazione Integrata delle Risorse”.
Il PER della Lombardia si spinge a quantificare la nuova potenza termoelettrica “autorizzabile”.
La Lombardia si trova in una situazione geografica particolarmente propizia all’importazione di elettricità. Attualmente l’importazione annua attraverso la frontiera svizzera è di circa 20 TWh, pari a poco meno di un terzo del consumo lombardo. L’import dalla Svizzera dovrebbe rimanere elevato e anzi dovrebbe crescere se venissero realizzate anche solo in parte le merchant lines che hanno fatto domanda al GRTN.

14.2 fonti rinnovabili e risparmio energetico


La centralità delle rinnovabili e del risparmio energetico per la integrazione dell’ambiente nelle politiche energetiche è riconosciuta a tutti i livelli di intervento pubblico a partire da quello sovranazionale della Unione Europea a quello locale. Il provvedimento che ha permesso una maggiore penetrazione delle fonti rinnovabili è il CIP6/92. Sostituito dall’introduzione dei certificati verdi, in seguito alla profonda ristrutturazione del settore dovuto al decreto legislativo 79/99, che all’articolo 11 stabilisce l’istituzione di un loro mercato sostenuto dall’obbligo per i produttori di energia termoelettrica e importatori ad immettere nella rete il 2% della produzione e dell’importazione di energia prodotta da fonti rinnovabili. Tale quota è stata innalzata nella misura dello 0,35% annuo per il triennio 2004/2006 dal decreto legislativo n. 387. Il decreto dà anche disposizioni per la razionalizzazione e la semplificazione di procedure autorizzative per la realizzazione di nuovi impianti, il collegamento degli impianti alla rete elettrica, la promozione nel campo della ricerca.
Dal lato dell’uso razionale dell’energia, i provvedimenti più importanti sono i due decreti del Ministero delle Attività Produttive, G.U. 25/5/2001 del 24/4/2001. Essi pongono l’obbligo per i distributori di gas e di energia elettrica con più di 100 mila clienti di promuovere annualmente progetti di efficienza energetica. L’Autorità per l’energia elettrica ed il gas distribuirà dei “titoli di efficienza energetica” commerciabili, pari al valore della riduzione dei consumi certificata.
Per la realizzazione degli obiettivi per le fonti rinnovabili e di riduzione della domanda di energia, un ruolo centrale è stato da sempre affidato alle regioni. In Lombardia le misure 3.4 e 2.2 del DOCUP riguardano espressamente “Iniziative per la sostenibilità ambientale della produzione e dell’uso dell’energia” e “Investimenti di carattere energetico”. Il PER Lombardia prevede delle linee di intervento tra cui la promozione di risparmio energetico e lo sviluppo delle fonti energetiche rinnovabili (in particolare della biomassa).

Conclusioni


La Lombardia soffre di una forte dipendenza esterna per l’energia. L’efficienza energetica in termini di consumi sul PIL è in linea con quella italiana e non evidenzia miglioramenti tendenziali. La dipendenza dall’esterno è particolarmente rilevante per i consumi elettrici, nonostante la pur notevole capacità idroelettrica. Il Piano Energetico Regionale dedica una notevole attenzione allo sviluppo dell’offerta elettrica regionale. I provvedimenti nazionali di incentivazione delle fonti rinnovabili hanno stimolato la richiesta di nuove centrali principalmente per la biomassa e il mini-idroelettrico. Solo parte di tale capacità addizionale sarà disponibile nei prossimi anni.
Fonti rinnovabili e risparmio energetico assumeranno un ruolo chiave nelle politiche energetiche dei prossimi anni, anche alla luce degli impegni assunti con il Protocollo di Kyoto. Anche a esse il PER dedica notevole rilievo.

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