Alfonso Fuggetta
Capitolo 13 - Le reti di telecomunicazione
testo completo su: www.rapportoirer2005.it/territoriale/III/fuggetta
Il contributo esamina, dopo aver fornito alcune informazioni preliminari, i principali dati sullo sviluppo delle reti di ICT in Lombardia, con particolare attenzione alla banda larga. Propone infine alcune considerazioni sulle nuove prospettive che si aprono con la maturazione di una nuova capacità di offrire servizi utili agli utenti.
Il sistema delle telecomunicazioni costituisce senza dubbio uno dei principali fattori di sviluppo di un territorio. Non può esserci sviluppo in assenza di una capillare e efficiente infrastruttura che permetta la comunicazione e l’interazione all’interno e all’esterno di una area geografica.
Con l’espressione infrastrutture o sistema di telecomunicazione si intende una varietà di tecnologie e servizi: grandi dorsali di telecomunicazione – tipicamente realizzate in fibra ottica– MAN (Metropolitan Area Network), la rete dell’ultimo miglio, reti per la telefonia cellulare, reti cellulari di terza generazione (UMTS), reti wireless, ponti radio, reti satellitari, il digitale terrestre.
Il termine banda larga, sempre più utilizzato nel corso di questi ultimi anni, si riferisce a quei sistemi trasmissivi che garantiscono all’utente finale significative capacità di trasmissione e ricezione dei dati. Tipici esempi sono le connessioni DSL e, con caratteristiche molto più avanzate, le connessioni in fibra ottica. Spesso, si utilizza anche il termine banda lunga per indicare il fatto che un altro elemento importante oltre alla velocità di connessione è la disponibilità del servizio, per esempio la possibilità di fruire a costi accettabili di connessioni “always on”.
I servizi offerti dai diversi sistemi di comunicazione sono storicamente riconducibili al traffico voce e a quello dati. Questa distinzione si va affievolendo con la progressiva convergenza su tecnologie digitali basate sul protocollo IP, cioè lo standard che è alla base della rete internet e quindi dei moderni sistemi di trasmissione dati. La convergenza è certamente il fenomeno più importante di questi ultimi anni, in quanto sta radicalmente cambiando il mercato dei servizi di telecomunicazione e, ancora più importante, andrà sempre più a incidere anche sul mercato dei media e delle televisioni. I recenti annunci di Telecom Italia e Microsoft relativi alla trasmissione video via DSL ne sono una significativa testimonianza. Dall’altro lato, il digitale terrestre, sviluppatosi nel mondo dei media, si propone in prospettiva come un’alternativa ai sistemi di trasmissione dati offerti dagli operatori dei servizi di telecomunicazioni.
Esistono diversi studi sulla diffusione della banda larga in Italia e in Lombardia. L’osservatorio NEOS dell’IReR e di Assinform ha prodotto recentemente uno studio che fornisce una serie di dati e indicazioni significative. I dati parlano di una regione che ha una diffusa disponibilità di connessioni a larga banda, sia in termini assoluti che in confronto al resto d’Italia.
Emerge tuttavia in modo chiaro il problema delle zone più periferiche del territorio e i piccoli comuni che risultano ancora scarsamente raggiunti da sistemi a banda larga. In particolare, colpiscono le statistiche relative alle provincie di Sondrio e Bergamo, certamente penalizzate dal fatto di essere sostanzialmente localizzate in zone montane, e dei comuni sotto i 5 mila abitanti. Emerge altrettanto chiaramente il problema dell’uso che viene fatto di queste infrastrutture e degli effetti negativi derivanti dalla “bolla di internet” di fine secolo scorso.
Dal punto di vista della telefonia mobile, l’UMTS si sta muovendo in modo ancora incerto. Alcuni dati dimostrano certamente che si sta diffondendo in modo non marginale, ma non è possibile già parlare di una larga e crescente presenza sul mercato. Certamente vi sono alcuni aspetti che portano a ritenere che vi saranno sviluppi significativi nel breve medio periodo. In primo luogo, aumenta la disponibilità di nuovi servizi a valore aggiunto in grado di sfruttare la capacità di banda offerta. In secondo luogo, la convergenza tra UMTS e wiFi e lo sviluppo di terminali e servizi per l’utente professionale porteranno certamente a un maggior interesse in questo settore da parte del mondo del business. Infine, la diminuzione dei costi e l’avvio dei servizi da parte di nuovi operatori potranno certamente favorire l’ulteriore diffusione di questa tecnologia.
Dal punto di vista dei servizi di accesso a larga banda, molto si sta discutendo del cosiddetto “triple play”, cioè dell’utilizzo della fibra o del doppino per la fornitura congiunta di servizi voce, dati e video. Secondo alcuni, questa sarà l’evoluzione verso la quale gli operatori si muoveranno. Altri paventano costi e investimenti troppo alti che renderanno quest’approccio poco praticabile.
Per quanto riguarda il digitale terrestre, molte previsioni ottimistiche circa il suo sviluppo come strumento per la fornitura di servizi interattivi appaiono quanto meno premature, in quanto non tengono conto dei vincoli strutturali che questo sistema presenta rispetto all’accoppiata internet-computer. Superare completamente questi limiti vuol dire nei fatti trasformare il televisore-decoder in un computer con un sistema di accesso a banda larga. In realtà, il digitale terrestre presumibilmente si affiancherà a internet per fornire servizi certamente diversi e più semplici, per quella fascia della popolazione che non è in grado o non vuole avvicinarsi direttamente al mondo di internet. Inoltre, il digitale terrestre potrebbe godere del contemporaneo sviluppo di altre tecnologie e servizi. Per esempio, la diffusione della carta regionale dei servizi potrebbe favorire lo sviluppo di servizi basati su digitale terrestre con decoder capaci di leggere la carta stessa e quindi fornire un’identificazione certa del ciittadino.
In sintesi, il mondo delle telecomunicazioni e dei sistemi di trasmissione sarà ancora soggetto a fenomeni a volte contrastanti e a rischi e opportunità rilevanti. Senza dubbio, avrà un ruolo decisivo nello sviluppo del territorio lombardo se si abbandoneranno definitivamente certi atteggiamenti del passato, legati a una pura logica tecnologico-infrastrutturale e si presterà la dovuta attenzione sia alla fornitura di servizi realmente appetibili per gli utenti, sia agli aspetti economici e finanziari che giustificano e sostengono lo sviluppo del mercato.
La Lombardia ha una forte disponibilità di connessioni a larga banda, sia in termini assoluti che in confronto al resto d’Italia.
Rimane il problema delle zone più periferiche del territorio e dei piccoli comuni che risultano ancora scarsamente raggiunti da questo tipo di servizio.
È indubbio che i sistemi di telecomunicazioni avranno un ruolo decisivo nello sviluppo della Lombardia. È però necessario uscire da una logica puramente tecnologico-infrastrutturale e prestare attenzione ai servizi per gli utenti e ai modelli di business attraverso i quali essi sono offerti e governati.
Il contributo esamina, dopo aver fornito alcune informazioni preliminari, i principali dati sullo sviluppo delle reti di ICT in Lombardia, con particolare attenzione alla banda larga. Propone infine alcune considerazioni sulle nuove prospettive che si aprono con la maturazione di una nuova capacità di offrire servizi utili agli utenti.
13.1 informazioni preliminari
Il sistema delle telecomunicazioni costituisce senza dubbio uno dei principali fattori di sviluppo di un territorio. Non può esserci sviluppo in assenza di una capillare e efficiente infrastruttura che permetta la comunicazione e l’interazione all’interno e all’esterno di una area geografica.
Con l’espressione infrastrutture o sistema di telecomunicazione si intende una varietà di tecnologie e servizi: grandi dorsali di telecomunicazione – tipicamente realizzate in fibra ottica– MAN (Metropolitan Area Network), la rete dell’ultimo miglio, reti per la telefonia cellulare, reti cellulari di terza generazione (UMTS), reti wireless, ponti radio, reti satellitari, il digitale terrestre.
Il termine banda larga, sempre più utilizzato nel corso di questi ultimi anni, si riferisce a quei sistemi trasmissivi che garantiscono all’utente finale significative capacità di trasmissione e ricezione dei dati. Tipici esempi sono le connessioni DSL e, con caratteristiche molto più avanzate, le connessioni in fibra ottica. Spesso, si utilizza anche il termine banda lunga per indicare il fatto che un altro elemento importante oltre alla velocità di connessione è la disponibilità del servizio, per esempio la possibilità di fruire a costi accettabili di connessioni “always on”.
I servizi offerti dai diversi sistemi di comunicazione sono storicamente riconducibili al traffico voce e a quello dati. Questa distinzione si va affievolendo con la progressiva convergenza su tecnologie digitali basate sul protocollo IP, cioè lo standard che è alla base della rete internet e quindi dei moderni sistemi di trasmissione dati. La convergenza è certamente il fenomeno più importante di questi ultimi anni, in quanto sta radicalmente cambiando il mercato dei servizi di telecomunicazione e, ancora più importante, andrà sempre più a incidere anche sul mercato dei media e delle televisioni. I recenti annunci di Telecom Italia e Microsoft relativi alla trasmissione video via DSL ne sono una significativa testimonianza. Dall’altro lato, il digitale terrestre, sviluppatosi nel mondo dei media, si propone in prospettiva come un’alternativa ai sistemi di trasmissione dati offerti dagli operatori dei servizi di telecomunicazioni.
13.2 Lo sviluppo della banda larga in Lombardia
Esistono diversi studi sulla diffusione della banda larga in Italia e in Lombardia. L’osservatorio NEOS dell’IReR e di Assinform ha prodotto recentemente uno studio che fornisce una serie di dati e indicazioni significative. I dati parlano di una regione che ha una diffusa disponibilità di connessioni a larga banda, sia in termini assoluti che in confronto al resto d’Italia.
Emerge tuttavia in modo chiaro il problema delle zone più periferiche del territorio e i piccoli comuni che risultano ancora scarsamente raggiunti da sistemi a banda larga. In particolare, colpiscono le statistiche relative alle provincie di Sondrio e Bergamo, certamente penalizzate dal fatto di essere sostanzialmente localizzate in zone montane, e dei comuni sotto i 5 mila abitanti. Emerge altrettanto chiaramente il problema dell’uso che viene fatto di queste infrastrutture e degli effetti negativi derivanti dalla “bolla di internet” di fine secolo scorso.
13.3 Le tendenze future
Dal punto di vista della telefonia mobile, l’UMTS si sta muovendo in modo ancora incerto. Alcuni dati dimostrano certamente che si sta diffondendo in modo non marginale, ma non è possibile già parlare di una larga e crescente presenza sul mercato. Certamente vi sono alcuni aspetti che portano a ritenere che vi saranno sviluppi significativi nel breve medio periodo. In primo luogo, aumenta la disponibilità di nuovi servizi a valore aggiunto in grado di sfruttare la capacità di banda offerta. In secondo luogo, la convergenza tra UMTS e wiFi e lo sviluppo di terminali e servizi per l’utente professionale porteranno certamente a un maggior interesse in questo settore da parte del mondo del business. Infine, la diminuzione dei costi e l’avvio dei servizi da parte di nuovi operatori potranno certamente favorire l’ulteriore diffusione di questa tecnologia.
Dal punto di vista dei servizi di accesso a larga banda, molto si sta discutendo del cosiddetto “triple play”, cioè dell’utilizzo della fibra o del doppino per la fornitura congiunta di servizi voce, dati e video. Secondo alcuni, questa sarà l’evoluzione verso la quale gli operatori si muoveranno. Altri paventano costi e investimenti troppo alti che renderanno quest’approccio poco praticabile.
Per quanto riguarda il digitale terrestre, molte previsioni ottimistiche circa il suo sviluppo come strumento per la fornitura di servizi interattivi appaiono quanto meno premature, in quanto non tengono conto dei vincoli strutturali che questo sistema presenta rispetto all’accoppiata internet-computer. Superare completamente questi limiti vuol dire nei fatti trasformare il televisore-decoder in un computer con un sistema di accesso a banda larga. In realtà, il digitale terrestre presumibilmente si affiancherà a internet per fornire servizi certamente diversi e più semplici, per quella fascia della popolazione che non è in grado o non vuole avvicinarsi direttamente al mondo di internet. Inoltre, il digitale terrestre potrebbe godere del contemporaneo sviluppo di altre tecnologie e servizi. Per esempio, la diffusione della carta regionale dei servizi potrebbe favorire lo sviluppo di servizi basati su digitale terrestre con decoder capaci di leggere la carta stessa e quindi fornire un’identificazione certa del ciittadino.
In sintesi, il mondo delle telecomunicazioni e dei sistemi di trasmissione sarà ancora soggetto a fenomeni a volte contrastanti e a rischi e opportunità rilevanti. Senza dubbio, avrà un ruolo decisivo nello sviluppo del territorio lombardo se si abbandoneranno definitivamente certi atteggiamenti del passato, legati a una pura logica tecnologico-infrastrutturale e si presterà la dovuta attenzione sia alla fornitura di servizi realmente appetibili per gli utenti, sia agli aspetti economici e finanziari che giustificano e sostengono lo sviluppo del mercato.
Conclusioni
La Lombardia ha una forte disponibilità di connessioni a larga banda, sia in termini assoluti che in confronto al resto d’Italia.
Rimane il problema delle zone più periferiche del territorio e dei piccoli comuni che risultano ancora scarsamente raggiunti da questo tipo di servizio.
È indubbio che i sistemi di telecomunicazioni avranno un ruolo decisivo nello sviluppo della Lombardia. È però necessario uscire da una logica puramente tecnologico-infrastrutturale e prestare attenzione ai servizi per gli utenti e ai modelli di business attraverso i quali essi sono offerti e governati.