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Presentazione della ricerca

di Alessandro Colombo

L’OBIETTIVO: NON UN RENDICONTO, NÉ UNA VALUTAZIONE, MA UNA INTERPRETAZIONE


Il Rapporto intende offrire una rappresentazione obiettiva e un’interpretazione scientificamente fondata dei processi di trasformazione che hanno interessato la Lombardia dal 1995 al 2005, alla luce delle scelte di governo operate nel corso delle due legislature e con speciale riferimento alla VII. La tesi interpretativa è che di fronte ai decisivi cambiamenti imposti dal contesto esterno, il governo regionale ha compiuto delle scelte, ha, cioè, indirizzato lo sviluppo del “sistema” verso determinate direzioni piuttosto che altre, su un percorso tendenzialmente preciso e bene identificabile.

Il Rapporto non è un “rendiconto” analitico e completo di quanto realizzato dalla Regione. Non è nemmeno una vera e propria valutazione di impatto delle politiche. Entrambe le ipotesi non erano praticabili. Il Rapporto è il racconto di dieci anni di regione Lombardia; un’interpretazione a più voci e, ci auguriamo, godibile, perché il Rapporto è stato immaginato per essere letto e discusso. Pure offrendo una interpretazione unitaria, il Rapporto cerca di valorizzare le prospettive e le sottolineature anche differenti che gli autori propongono. Questa pluralità è già una ricchezza e un’opportunità, in un momento in cui la straordinaria complessità dell’evoluzione del sistema lombardo esige di evitare semplificazioni e superficialità nelle scelte, ma anche nell’analisi.

In quanto redatto da un Istituto di ricerca, il Rapporto tende a mettere a disposizione del lettore anche elementi quantitativi oggettivamente riscontrabili. Il lavoro ha permesso di recuperare e verificare diverse serie storiche decennali di dati nella straordinaria massa di documentazione presente presso la Regione, istituti di ricerca e banche dati nazionali e locali. Non tutto è stato inserito nel testo, né nelle versioni degli estratti qui presentate, né in quelle integrali disponibili sul sito, ma contiamo di renderlo disponibile attraverso l’implementazione del sito stesso. Nello stesso tempo, uno dei risultati del Rapporto è consistito nell’accorgersi che alcuni dati mancano, che possono essere migliorati o utilizzati meglio per una più adeguata programmazione. Il lettore troverà indicazioni in questo senso nel testo.


LA STRUTTURA:

PARTIRE DALLA DOMANDA E NON DALL’OFFERTA


Il Rapporto è diviso in quattro aree tematiche, che corrispondono a quelle presenti nel Piano Regionale di Sviluppo della Regione. Per comodità i titoli sono stati uniformati come segue: area istituzionale, economica, sociale, territoriale. All’interno di ciascuna area la trattazione si sviluppa con riferimento alle undici priorità dei documenti programmatici della VII legislatura.

Tuttavia, in ragione degli obiettivi sopra indicati, l’articolazione della riflessione fa’ riferimento più che alla offerta, alla domanda espressa. In altre parole, per l’esposizione dei fenomeni di trasformazione e delle politiche adottate, si è cercato di partire dai bisogni, dalle esigenze e dalle domande che hanno caratterizzato le famiglie e le persone, le istituzioni, le imprese e i diversi soggetti che abitano il territorio. L’indice dell’opera recupera, pertanto, tutti i temi programmatici ricollocandoli, però, secondo aspetti funzionali della società e non organizzativi della programmazione regionale; il tema della casa, per esempio, in quanto interpretato come bisogno di abitazione, è stato collocato all’interno dell’area sociale e non in quella territoriale, come invece previsto nel Piano Regionale di Sviluppo in un’ottica che privilegia l’aspetto di realizzazione delle abitazioni.

La scelta di partire dalla domanda e non dall’offerta consente non solo una maggiore “leggibilità” a un pubblico esterno, ma sembra anche più coerente con la prospettiva culturale che ha contraddistinto la concezione e la pratica della politica nelle due legislature. L’ordine proposto nel titolo stesso del Rapporto, “società, governo e sviluppo del sistema”, rispetta non casualmente proprio la priorità della società e dei suoi bisogni.

All’interno delle quattro aree l’esposizione si sviluppa in due parti: lo scenario del settore/tema, con una descrizione delle trasformazioni che lo hanno interessato nel periodo 1995-2005 e la descrizione delle scelte operate dal governo regionale. Fa eccezione l’area territoriale, che per la varietà delle tematiche è stata suddivisa in tre parti (territorio e ambiente, mobilità e infrastrutture, servizi pubblici e utilities). La divisione tra contesto e scelte di governo caratterizza il Rapporto, ma tale distinzione non poteva essere rigida; era inevitabile e opportuno che talvolta i contributi dell’una o dell’altra parte sovrapponessero i due piani per consentire una più adeguata argomentazione. Inoltre, per quanto consentito dai limiti di spazio, gli autori hanno cercato di fornire anche indicazioni di prospettiva circa le questioni aperte per il futuro.

Un’ espressione della domanda della società è anche la registrazione di come è stata letta e percepita l’azione di governo da parte dei soggetti del “sistema” Lombardia. Il Rapporto ospita anche interventi di alcuni protagonisti del sistema lombardo, che hanno accettato di esprimersi sui temi di loro preferenza con brevi riflessioni. Tali contributi sono stati collocati nell’opera facendo riferimento (ovviamente non esclusivo, né puntuale) ai capitoli che trattano tematiche connesse.

L’introduzione e le conclusioni propongono una lettura sintetica e trasversale, che intende verificare come l’attività abbia risposto – o abbia posto le condizioni per rispondere – alle esigenze manifestate da quanti vivono in regione, proponendo alcune possibili aree di intervento.

Alessandro Colombo
Direttore della Ricerca IReR
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