Presentazione della ricerca
L’OBIETTIVO: NON UN RENDICONTO, NÉ UNA VALUTAZIONE, MA UNA INTERPRETAZIONE
Il Rapporto intende offrire una rappresentazione obiettiva e
un’interpretazione scientificamente fondata dei processi di
trasformazione che hanno interessato la Lombardia dal 1995 al 2005,
alla luce delle scelte di governo operate nel corso delle due
legislature e con speciale riferimento alla VII. La tesi interpretativa
è che di fronte ai decisivi cambiamenti imposti dal contesto esterno,
il governo regionale ha compiuto delle scelte, ha, cioè, indirizzato lo
sviluppo del “sistema” verso determinate direzioni piuttosto che altre,
su un percorso tendenzialmente preciso e bene identificabile.
Il Rapporto non è un “rendiconto” analitico e completo di quanto
realizzato dalla Regione. Non è nemmeno una vera e propria valutazione
di impatto delle politiche. Entrambe le ipotesi non erano praticabili.
Il Rapporto è il racconto di dieci anni di regione Lombardia;
un’interpretazione a più voci e, ci auguriamo, godibile, perché il
Rapporto è stato immaginato per essere letto e discusso. Pure offrendo
una interpretazione unitaria, il Rapporto cerca di valorizzare le
prospettive e le sottolineature anche differenti che gli autori
propongono. Questa pluralità è già una ricchezza e un’opportunità, in
un momento in cui la straordinaria complessità dell’evoluzione del
sistema lombardo esige di evitare semplificazioni e superficialità
nelle scelte, ma anche nell’analisi.
In quanto redatto da un Istituto di ricerca, il Rapporto tende a
mettere a disposizione del lettore anche elementi quantitativi
oggettivamente riscontrabili. Il lavoro ha permesso di recuperare e
verificare diverse serie storiche decennali di dati nella straordinaria
massa di documentazione presente presso la Regione, istituti di ricerca
e banche dati nazionali e locali. Non tutto è stato inserito nel testo,
né nelle versioni degli estratti qui presentate, né in quelle integrali
disponibili sul sito, ma contiamo di renderlo disponibile attraverso
l’implementazione del sito stesso. Nello stesso tempo, uno dei
risultati del Rapporto è consistito nell’accorgersi che alcuni dati
mancano, che possono essere migliorati o utilizzati meglio per una più
adeguata programmazione. Il lettore troverà indicazioni in questo senso
nel testo.
LA STRUTTURA:
PARTIRE DALLA DOMANDA E NON DALL’OFFERTA
Il Rapporto è diviso in quattro aree tematiche, che corrispondono a
quelle presenti nel Piano Regionale di Sviluppo della Regione. Per
comodità i titoli sono stati uniformati come segue: area istituzionale,
economica, sociale, territoriale. All’interno di ciascuna area la
trattazione si sviluppa con riferimento alle undici priorità dei
documenti programmatici della VII legislatura.
Tuttavia, in ragione degli obiettivi sopra indicati,
l’articolazione della riflessione fa’ riferimento più che alla offerta,
alla domanda espressa. In altre parole, per l’esposizione dei fenomeni
di trasformazione e delle politiche adottate, si è cercato di partire
dai bisogni, dalle esigenze e dalle domande che hanno caratterizzato le
famiglie e le persone, le istituzioni, le imprese e i diversi soggetti
che abitano il territorio. L’indice dell’opera recupera, pertanto,
tutti i temi programmatici ricollocandoli, però, secondo aspetti
funzionali della società e non organizzativi della programmazione
regionale; il tema della casa, per esempio, in quanto interpretato come
bisogno di abitazione, è stato collocato all’interno dell’area sociale
e non in quella territoriale, come invece previsto nel Piano Regionale
di Sviluppo in un’ottica che privilegia l’aspetto di realizzazione
delle abitazioni.
La scelta di partire dalla domanda e non dall’offerta consente non
solo una maggiore “leggibilità” a un pubblico esterno, ma sembra anche
più coerente con la prospettiva culturale che ha contraddistinto la
concezione e la pratica della politica nelle due legislature. L’ordine
proposto nel titolo stesso del Rapporto, “società, governo e sviluppo
del sistema”, rispetta non casualmente proprio la priorità della
società e dei suoi bisogni.
All’interno delle quattro aree l’esposizione si sviluppa in due
parti: lo scenario del settore/tema, con una descrizione delle
trasformazioni che lo hanno interessato nel periodo 1995-2005 e la
descrizione delle scelte operate dal governo regionale. Fa eccezione
l’area territoriale, che per la varietà delle tematiche è stata
suddivisa in tre parti (territorio e ambiente, mobilità e
infrastrutture, servizi pubblici e utilities). La divisione tra
contesto e scelte di governo caratterizza il Rapporto, ma tale
distinzione non poteva essere rigida; era inevitabile e opportuno che
talvolta i contributi dell’una o dell’altra parte sovrapponessero i due
piani per consentire una più adeguata argomentazione. Inoltre, per
quanto consentito dai limiti di spazio, gli autori hanno cercato di
fornire anche indicazioni di prospettiva circa le questioni aperte per
il futuro.
Un’ espressione della domanda della società è anche la
registrazione di come è stata letta e percepita l’azione di governo da
parte dei soggetti del “sistema” Lombardia. Il Rapporto ospita anche
interventi di alcuni protagonisti del sistema lombardo, che hanno
accettato di esprimersi sui temi di loro preferenza con brevi
riflessioni. Tali contributi sono stati collocati nell’opera facendo
riferimento (ovviamente non esclusivo, né puntuale) ai capitoli che
trattano tematiche connesse.
L’introduzione e le conclusioni propongono una lettura sintetica e
trasversale, che intende verificare come l’attività abbia risposto – o
abbia posto le condizioni per rispondere – alle esigenze manifestate da
quanti vivono in regione, proponendo alcune possibili aree di
intervento.
Direttore della Ricerca IReR