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Silvio Beretta

Una Regione “più vicina”
Il ruolo istituzionale che ricopro e il contenuto angolo di osservazione che ne consegue impongono di ricondurre entro limiti coerenti e credibili la portata del giudizio che mi viene richiesto.
Ciò premesso, mi sento di dare testimonianza di una concreta, continua, rinnovata attenzione della Regione rispetto alle problematiche delle diverse aree territoriali.
Un cambiamento di approccio che, seppur non privo di criticità e resistenze, ha comunque avuto impatto positivo tanto a livello dei rapporti interistituzionali quanto a quello, di gran lunga più rilevante, delle ricadute sulle comunità amministrate.
Una Regione “più vicina” ha significato risposte più puntuali, mirate e immediate. Per quel tanto che mi è dato conoscere sulla evoluzione complessiva del sistema lombardo credo sia possibile, in estrema sintesi, registrare una sorta di virtuosa convergenza di scelte e comportamenti tra rappresentanza istituzionale e società civile, da cui sembra venire e trarre continuativo sostegno l’azione di ammodernamento e di rilancio che sta confermando la realtà sociale ed economica della Lombardia ai livelli che le appartengono.
A fine 2004 è giunto a completamento il percorso di definizione dei contenuti dell’Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale (AQST), il nuovo strumento di programmazione negoziata regionale attivato con la l.r. 2/2003 che trova in provincia di Pavia la sua prima applicazione operativa. Il fatto, già di per sé significativo, assume un rilievo tutto particolare e per molti aspetti decisivo nel contesto della realtà provinciale per almeno due aspetti: la valenza innovativa dello strumento e la qualità dei progetti validati.
Con la sottoscrizione dell’AQST si rende finalmente possibile operare all’interno di un quadro di certezze dal momento che ogni singolo progetto, scandito in tempi, costi, responsabilità e fonti di finanziamento, costituisce preciso impegno per ciascun soggetto aderente. Quanto alle progettualità inserite nell’Accordo Quadro, se ne deve intanto segnalare la rispondenza alla esigenza complessiva di rilancio socio-economico e produttivo del territorio provinciale così come espressa e sostanziata dalle realtà istituzionali e dalle parti sociali maggiormente rappresentative.
Ma ancor più significativa, perché più immediatamente percepibile, è la dimensione economica e la connessa potenzialità di sviluppo di alcuni dei progetti di maggiore impatto, tra cui emergono la nuova tratta autostradale Broni-Pavia-Mortara, il polo logistico di Mortara, l’enoteca regionale, il bando sull’innovazione tecnologica, il polo tecnologico di Pavia.
Se si è giunti alla sottoscrizione dell’Accordo Quadro, se i progetti in esso contenuti andranno a buon fine, se l’obiettivo di rilanciare lo sviluppo locale sarà conseguito, gran parte del merito va attribuito alla nuova fattiva attenzione, sul duplice versante tecnico e politico, della Giunta Regionale alle realtà territoriali, con concreta volontà di sollecitazione, ascolto e risposta.
E dunque l’auspicio non può che essere quello di poter operare in continuità lungo il percorso intrapreso, rafforzando i livelli di collaborazione e traducendo gli impegni assunti in risultati concreti.


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