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Alexandra Dimitrijevic

Governo e gestione delle risorse
Un rating molto forte per la Regione Lombardia
Standard & Poor’s, agenzia di rating a livello internazionale, ha assegnato il rating per la prima volta alla Regione Lombardia nel dicembre 2001, e, da allora, ha garantito un monitoraggio continuativo della sua qualità creditizia. La Regione Lombardia gode di un rating “AA-“ con prospettive stabili, che riflettono un merito creditizio molto forte; il più elevato possibile per una regione italiana, alla luce dell’attuale contesto istituzionale e finanziario nazionale. Questo rating è assimilabile sia a quello di altre regioni italiane, contraddistinte da una solida struttura finanziaria sia a quello di talune grandi regioni europee, quali la città stato di Amburgo o la regione di Valencia.
Il rating della Regione Lombardia riflette primariamente la sua performance finanziaria molto solida, un livello di debito tra i più bassi nell’ambito delle regioni europee, un’economia ricca e diversificata nonché una modalità gestionale considerata prudente e sofisticata. In aggiunta, questo livello di rating incorpora anche la limitata flessibilità finanziaria sul lato delle entrate e delle spese così come la crescente pressione nell’ambito del settore sanitario, che derivano dal sistema di finanziamento della sanità a livello nazionale.

Un contesto economico, istituzionale e finanziario molto difficile al livello nazionale
Il periodo in esame è stato particolarmente difficile per le regioni italiane in quanto coincide con un rallentamento della crescita economica, un incremento dei deficit pubblici a livello nazionale e, soprattutto, con una fase di completa ridefinizione del ruolo delle regioni. Quest’ultimo elemento ha influito molto sulla valutazione di Standard & Poor’s delle regioni italiane, e quindi anche della Lombardia. Con la riforma costituzionale dell’ottobre 2001, il sistema italiano è entrato in una fase di transizione verso un sistema federale nell’ambito del quale le regioni dovrebbero avere delle responsabilità più estese e una maggiore autonomia finanziaria. Questa fase di transizione si è estesa per un arco temporale piuttosto protratto e attualmente si stima debba perdurare ancora almeno per un paio d’anni, durante i quali si dovranno concludere i lavori dell’Alta Commissione sul federalismo e dovrà essere approvata la riforma della riforma costituzionale. Nel contempo, tuttavia, la gestione dei bilanci da parte delle regioni italiane è stata particolarmente costretta da diverse misure restrittive attuate dal Governo; misure che hanno limitato il loro margine di manovra sulle entrate fiscali (blocco dell’addizionale IRAP e IRPEF nel 2003 e 2004) e l’uso dell’indebitamento (limitato al finanziamento di alcuni tipi d’investimenti).
Inoltre, il settore della sanità (che rappresenta l’80% delle spese correnti della Regione) è rimasto problematico per le regioni italiane: nonostante la rivalutazione delle somme destinate al Fondo Sanitario Nazionale dal 2001, queste entrate crescono ad un ritmo inferiore rispetto alla crescita fisiologica della spesa (in particolare la spesa farmaceutica e quella del personale), creando una pressione continua sui bilanci regionali. In aggiunta a questo quadro difficile, i vincoli finanziari del Governo italiano si sono tradotti in ritardi notevoli nel pagamento dei trasferimenti da parte dello Stato alle regioni, con l’effetto di dilatare i tempi di pagamento dalle aziende sanitarie ai loro fornitori.

Una situazione finanziaria solida al livello regionale
Nonostante questo quadro molto difficile a livello nazionale, la situazione finanziaria della Regione Lombardia è rimasta notevolmente solida durante il periodo 2000-2004. Il margine corrente si è sempre attestato su valori positivi (anche su base consolidata considerando il disavanzo delle aziende sanitarie), grazie a un controllo stretto delle spese di funzionamento e all’aumento delle entrate fiscali (IRAP e addizionale IRPEF). Questa capacità di auto-finanziamento unitamente all’uso attivo dei contributi statali e dell’Unione Europea hanno permesso alla Regione di finanziare investimenti per un totale di più di 8 miliardi di euro su cinque anni con solo 209 milioni di euro di ricorso a nuovo indebitamento (a carico della Regione).

Un livello di debito tra i più bassi di Europa
Il livello di debito complessivo della Regione Lombardia è rimasto sostanzialmente stabile negli ultimi anni e dovrebbe rappresentare, secondo le ultime stime, intorno al 10% delle entrate correnti alla fine del 2004 (compresa la parte del debito a carico dello Stato) e meno dell’1% del PIL regionale. Questo livello è uno dei più bassi tra tutte le regioni europee dotate di un rating Standard & Poor’s. A titolo comparativo, regioni come l’Ile-de-France o la Baviera hanno un debito che rappresenta rispettivamente il 90% e il 70% delle entrate correnti.

Una gestione prudente e sofisticata
Queste tendenze positive evidenziano la gestione molto competente e prudente della Regione, che ha sempre realizzato risultati finanziari migliori rispetto al bilancio di previsione lungo l’arco temporale in esame. La Regione ha posto in essere sofisticati sistemi di programmazione degli investimenti e di monitoraggio della spesa che permettono una pianificazione precisa dei fabbisogni di finanziamento e l’attuazione delle necessarie misure correttive.

Il nodo della sanità
La principale sfida per la Regione Lombardia rimane il controllo del settore della sanità, nodo critico all’interno del bilancio di tutte le regioni italiane. Tuttavia, la Lombardia è una delle poche regioni italiane che ha potuto equilibrare i conti della sanità negli ultimi tre anni, grazie a ferree misure di controllo dei costi (introduzione del ticket, riduzione del personale amministrativo, uso del prezzo dei farmaci generici come base di rimborso di alcuni farmaci), al più stretto monitoraggio dell’andamento delle ASL e degli ospedali, alla razionalizzazione della rete ospedaliera e anche grazie a manovre fiscali che hanno portato entrate addizionali per circa 320 milioni di euro.

Le sfide per i prossimi anni
Per i prossimi anni, una delle principali sfide per la Regione sarà di mantenere gli sforzi per il contenimento della spesa nel settore della sanità che, in tutti paesi, evidenzia tassi di crescita fisiologica intorno al 4-5% annuo, legati all’invecchiamento della popolazione e allo sviluppo delle tecnologie e dei farmaci sempre più avanzati. Ulteriori sfide potranno derivare dai risultati delle varie tavole di discussione per l’assegnazione di nuove competenze alle regioni, e per la definizione del loro livello di flessibilità finanziaria. Con un’economia molto forte, una situazione finanziaria sana e una gestione prudente, la Regione Lombardia si pone in buona posizione per fronteggiare al meglio queste sfide.

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