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Giuseppe Guzzetti

Quale collaborazione tra pubblico e privato?
Nell’affrontare il vasto tema della competitività, della crescita e della qualità dello sviluppo in Lombardia è bene fin da subito ricordare che la nostra Regione figura tra le prime dieci macro-regioni europee nella graduatoria del prodotto interno lordo (PIL) regionale e rappresenta una delle aree più popolose e a maggiore densità demografica d’Europa.
Dal punto di vista demografico, il tasso di natalità rimane da tempo tra i più bassi del mondo e risulta solo in parte compensato, soprattutto nei contesti metropolitani, dal più elevato tasso di natalità tra i cittadini di origine straniera. Accanto a questi fenomeni si assiste all’innalzamento progressivo delle aspettative di vita, che contribuisce all’invecchiamento complessivo della popolazione.
L’economia lombarda, in un Paese da tempo avviato verso la terziarizzazione delle attività, affida ancora un ruolo importante all’industria manifatturiera. La persistente centralità dell’industria è tuttavia esposta alla crescente sfida globale proveniente dalle economie emergenti con conseguenze evidenti in termini di competitività del sistema.
A livello di mercato del lavoro, si assiste a una profonda trasformazione indotta in primo luogo dalla diffusione di nuove forme di rapporti lavorativi. Negli ultimi quattro anni l’occupazione complessiva è aumentata di 308 mila unità (+8,2%) e si registra un aumento del tasso di attività, cioè la quota della forza lavoro sul totale della popolazione, contribuendo quindi a ridurre il gap che separa ancora l’economia regionale dalle altre regioni forti dell’Europa.
Nel sistema economico del territorio, l’area metropolitana milanese mantiene un ruolo strategico nell’ambito dell’innovazione, della tecnologia e della ricerca nonché nei campi della finanza, dell’informazione, della promozione e della distribuzione commerciale. A Milano risiedono 119 istituti bancari, di cui poco meno della metà stranieri. A Milano viene depositato il 30% dei brevetti italiani e una percentuale simile riguarda il peso degli investimenti in ricerca e sviluppo.
In questo contesto, complesso e multiforme, il ruolo della regione consiste nel fronteggiare diverse questioni che derivano, per esempio, dall’emergente disagio dei ceti medi, dall’insediamento degli immigrati, da nuove forme di emarginazione sociale, oppure dalla gestione di emergenze sanitarie. Oltre a questo la Regione è chiamata a operare con valenze strategiche nell’ambito del sostegno alla ricerca scientifica e dello sviluppo locale attraverso il finanziamento di iniziative emblematiche che contribuiscano all’avanzamento della conoscenza, alla trasformazione dei risultati della ricerca in prodotti e servizi innovativi e a stimolare la scarsa propensione delle piccole e medie imprese a investire in innovazione.
In questa prospettiva, la Regione si trova a operare entro un quadro articolato di attori, pubblici e privati, che agiscono con interessi e logiche proprie. Nel corso degli ultimi anni va dato atto all’amministrazione regionale di aver attivato, a diversi livelli e su diverse questioni, collaborazioni con lo Stato Centrale, il tessuto sociale e quello delle imprese. Per esempio, sui temi della ricerca e dell’innovazione è emerso un “modello di intervento tutto lombardo” che, partendo dalle ricchezze della nostra Regione (presenza di centri di ricerca di eccellenza internazionale, significativa disponibilità di risorse umane impegnate sia nella ricerca pubblica, sia in quella privata), ha saputo avviare forme di cooperazione ad alti livelli. In particolare, tale modello si è concretizzato in un lavoro in cui il “pubblico” e il “privato” insieme, sulla base di principi condivisi, collaborano sin dalla fase di studio strategico e di programmazione, fino alla condivisione degli obiettivi finali. Un esempio di progettualità congiunta è stato il progetto RISE “Ricerca, Innovazione e Sviluppo Economico: un percorso regionale per l’eccellenza” che ha visto una stretta collaborazione tra Regione Lombardia e Fondazione Cariplo. Obiettivo principale di RISE è stato quello di definire, a livello territoriale regionale, chiare e condivise priorità strategiche, al fine di favorire l’attuazione di un piano di intervento in tema di crescita e sviluppo tecnologico, evitando inutili sovrapposizioni e sprechi di risorse. La vera originalità del percorso intrapreso tra la Regione e la Fondazione Cariplo risiede nella volontà di condividere strumenti per costituire quella massa critica necessaria, in termini di competenze e risorse, per affrontare in modo efficace le grandi sfide del terzo millennio. L’ampio coinvolgimento nel progetto RISE del mondo imprenditoriale e della ricerca ha permesso, anche grazie all’autorevolezza dei componenti del Comitato di Riferimento, di individuare con precisione alcune aree tematiche di intervento che rientrano nell’area del materiali avanzati, area decisiva per la competitività del sistema economico- industriale lombardo in considerazione della sua trasversalità rispetto ai settori della nostra economia. Da questo intervento si sono originate diverse azioni. La Fondazione Cariplo, in particolare, ha istituito un bando sui materiali avanzati con un budget annuo di 3 milioni di euro, a cui da questo anno si è affiancata una linea di intervento a favore del reclutamento di giovani ricercatori in questa area tecnico-scientifica con uno stanziamento di 2,5 milioni di euro. A livello regionale, questa iniziativa è sinergica rispetto alle politiche sui metadistretti che hanno posto le basi per la stipula del Protocollo di Intesa Stato Regione sulla ricerca e degli accordi di programma in tema di biotecnologie, scienze dei materiali e scienze della comunicazione e dell’informazione. Come emerge da queste considerazioni, importanti risultati si ottengono in presenza di collaborazioni e cooperazioni tra attori diversi: l’auspicio per il futuro consiste quindi nella possibilità che si generino ulteriori esperienze di questo tipo sulla base dei risultati conseguiti nella nostra Regione.


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