Umberto Paolucci
Imprese, e-government e società
Il periodo 1999-2004 ha registrato profondi cambiamenti e
trasformazioni: la transizione a un nuovo secolo, caratterizzato dal
“millenium bug”; il periodo della new-economy e le sue distorsioni; il
nuovo sistema monetario e il progressivo rafforzarsi dell’euro nei
confronti del dollaro; le trasformazioni in atto nel Paese, per effetto
della crescita delle autonomie locali e dalle iniziative legate ai
piani di e-government.
La realtà che ci circonda è profondamente cambiata e noi con essa.
Le regioni rappresentano un elemento sociale e politico importante delle trasformazioni avvenute e ancora in corso, e la Lombardia in particolare è stata attraversata da una profonda dinamicità indotta dai fattori sopra menzionati.
Come azienda operante nel settore IT, tre sono gli aspetti sui quali vorremmo soffermarci: le imprese, il governo locale e la società.
1. Il mondo delle imprese
Nella regione Lombardia si genera il 30% del PIL nazionale, prima tra le regioni italiane. In particolare, si è assistito a una crescita delle aziende attive nel comparto ICT che ha fatto segnare percentuali di crescita significative di nuove aziende negli anni 2000-2003.
Può essere interessante notare che se confrontiamo la quota di mercato IT della regione rispetto al mercato italiano e la percentuale di aziende del comparto rispetto al totale Italia, vediamo che a una domanda di prodotti e servizi IT del 26,9% corrisponde un’offerta in termini di aziende operanti del 23,2% (Movimprese): è un dato tendenziale che vede la domanda crescere di oltre quattro punti percentuali (nel 2002 era del 22,7%), mentre l’offerta in termini di numerosità d’imprese IT, pur crescendo, rispetto all’anno precedente (dal 2002 al 2003 +1,3%), rallenta la sua corsa. Questo differenziale rappresenta un fattore di dinamicità che potrebbe dar luogo a spazi di crescita del business IT.
Il periodo della new-economy ha visto nascere e scomparire molte aziende e operatori che avevano visto nella rapida diffusione della rete un modo per implementare nuovi modelli di business. Passato il periodo turbolento, resta una realtà di infrastrutture di comunicazione e di modelli di comportamento consolidati che vedono la Regione in posizione di leader non solo in Italia ma anche rispetto alle medie europee nell’uso di internet.
La realtà economica lombarda conferma una certa dinamicità nella diffusione di tecnologie e applicazioni informatiche, anche se evidenzia contraddizioni significative che segnalano la presenza di un digital divide interno tra le punte di eccellenza riscontrabili nelle realtà del nord est e le situazioni meno evolute rappresentate dalla fascia delle province a sud.
La Lombardia può essere definita la regione italiana più innovativa se si guarda al parametro degli investimenti in R&S pari al 1,2% del PIL regionale (contro l’1,1% nazionale). Il confronto con i maggiori competitor regionali europei segnala un ritardo dovuto alla mancata creazione di un vero tessuto connettivo tra distretti e università, che si traduce in una scarsa attività brevettuale. Il percorso di sviluppo finora seguito da queste imprese è stato per lo più spontaneo, mosso da un atteggiamento passivo nei confronti dell’innovazione, che ha privilegiato tattiche di imitazione e adattamento. È legittimo chiedersi se questo modello sia ancora in grado di sostenere la competizione delle nuove realtà europee e asiatiche senza una dose massiccia di innovazione organizzativa e tecnologica.
2. Sviluppo dell’e-government
La popolazione della Regione mostra una propensione superiore alla media nell’utilizzo di internet, anche grazie a una copertura territoriale di collegamenti a banda larga abbastanza capillare. La domanda di servizi al cittadino è particolarmente alta.
Al di là della manifestazione dell’e-government attraverso i diversi e molteplici siti web sia di carattere informativo che di erogazione servizi tanto al cittadino che per l’azienda, lo sviluppo dell’e-government in Lombardia si differenzia per tre aspetti significativi:
– la creazione dei SIS.CO.TEL, centri di servizi a supporto di aggregazioni di entità locali per erogazione di servizi IT condivisi. Questa interessante esperienza mostra luci e ombre: a fianco di casi di eccellenza (Pavia), esistono altre realtà dove questo tipo di impianto non è riuscito a decollare. Pensiamo che valga la pena lavorare sugli aspetti che non hanno consentito un più ampio sviluppo dei SIS.CO.TEL, poiché l’idea di base è valida e là dove ha funzionato ha prodotto benefici che avranno una loro valenza nel tempo;
– la ricerca della multicanalità, come mezzo per raggiungere il cittadino nel modo più capillare possibile e per offrire a tutti un mezzo per dialogare con le istituzioni. Le recenti iniziative sull’utilizzo della TV digitale sono un’ulteriore conferma di questa strategia, che ricerca con questo di avvicinare l’e-govenment a chi non ha né potrebbe mai avere familiarità con internet nelle forme a cui è abituato un utente di un personal computer;
– il costante sforzo di adottare tecnologie di carte a microprocessore per l’erogazione e il miglioramento dei servizi al cittadino. Riteniamo che questa area possa portare grandi benefici sia nel miglioramento dei processi interni alla pubblica amministrazione che tra questa ed enti esterni, fino a toccare il singolo cittadino. Pensiamo sia indispensabile identificare delle linee di azione che permettano agli enti pubblici di poter trarre benefici dal cambiamento tecnologico inevitabile in questo campo (si pensi alle carte a prossimità o alla necessità in futuro di usare dati biometrici in settori specifici), preservando al contempo gli investimenti fatti in applicazioni, servizi e formazione.
3. Società
Gli ultimi cinque anni hanno portato (o evidenziato) grandi cambiamenti anche nel tessuto sociale. La maggiore presenza di cittadini stranieri, l’incremento del numero di anziani rispetto alla popolazione attiva sono alcuni dei fattori che hanno portato le pubbliche amministrazioni a guardare con maggiore attenzione alle politiche sociali, dalle necessità della famiglia del terzo millenio, alla presenza sempre più consistente di bambini che in famiglia parlano una lingua diversa, e sono portatori di culture diverse, dal reinserimento di persone emarginate all’attenzione verso i diversamente abili.
Se si potessero mettere a confronto i siti internet delle amministrazioni pubbliche di 5 anni fa con quelli di oggi, noteremmo immediatamente i cambiamenti che si sono verificati sia per l’aumento del numero degli argomenti trattati che per il loro contenuto. Avremmo pensato solo 5 anni fa che nella sola Lombardia avremmo avuto 70 mila alunni stranieri, appartenenti a 11 gruppi linguistici diversi? Attraverso un cd rom che verrà distribuito nelle scuole, questi alunni potranno comunicare con i loro genitori che magari non hanno la stessa padronanza della lingua italiana dei figli. È bello pensare che la tecnologia possa permettere queste cose.
Così come può aiutare i diversamente abili e permettere a persone di comunicare con il mondo attraverso internet, per mezzo delle diverse iniziative che le varie amministrazioni portano avanti e che si vanno moltiplicando.
Come azienda che vive la realtà lombarda e milanese in particolare, saremo sempre disponibili a collaborare assieme ad altre realtà industriali per dare il nostro contributo in questi settori sociali, che molto ci stanno a cuore.
La realtà che ci circonda è profondamente cambiata e noi con essa.
Le regioni rappresentano un elemento sociale e politico importante delle trasformazioni avvenute e ancora in corso, e la Lombardia in particolare è stata attraversata da una profonda dinamicità indotta dai fattori sopra menzionati.
Come azienda operante nel settore IT, tre sono gli aspetti sui quali vorremmo soffermarci: le imprese, il governo locale e la società.
1. Il mondo delle imprese
Nella regione Lombardia si genera il 30% del PIL nazionale, prima tra le regioni italiane. In particolare, si è assistito a una crescita delle aziende attive nel comparto ICT che ha fatto segnare percentuali di crescita significative di nuove aziende negli anni 2000-2003.
Può essere interessante notare che se confrontiamo la quota di mercato IT della regione rispetto al mercato italiano e la percentuale di aziende del comparto rispetto al totale Italia, vediamo che a una domanda di prodotti e servizi IT del 26,9% corrisponde un’offerta in termini di aziende operanti del 23,2% (Movimprese): è un dato tendenziale che vede la domanda crescere di oltre quattro punti percentuali (nel 2002 era del 22,7%), mentre l’offerta in termini di numerosità d’imprese IT, pur crescendo, rispetto all’anno precedente (dal 2002 al 2003 +1,3%), rallenta la sua corsa. Questo differenziale rappresenta un fattore di dinamicità che potrebbe dar luogo a spazi di crescita del business IT.
Il periodo della new-economy ha visto nascere e scomparire molte aziende e operatori che avevano visto nella rapida diffusione della rete un modo per implementare nuovi modelli di business. Passato il periodo turbolento, resta una realtà di infrastrutture di comunicazione e di modelli di comportamento consolidati che vedono la Regione in posizione di leader non solo in Italia ma anche rispetto alle medie europee nell’uso di internet.
La realtà economica lombarda conferma una certa dinamicità nella diffusione di tecnologie e applicazioni informatiche, anche se evidenzia contraddizioni significative che segnalano la presenza di un digital divide interno tra le punte di eccellenza riscontrabili nelle realtà del nord est e le situazioni meno evolute rappresentate dalla fascia delle province a sud.
La Lombardia può essere definita la regione italiana più innovativa se si guarda al parametro degli investimenti in R&S pari al 1,2% del PIL regionale (contro l’1,1% nazionale). Il confronto con i maggiori competitor regionali europei segnala un ritardo dovuto alla mancata creazione di un vero tessuto connettivo tra distretti e università, che si traduce in una scarsa attività brevettuale. Il percorso di sviluppo finora seguito da queste imprese è stato per lo più spontaneo, mosso da un atteggiamento passivo nei confronti dell’innovazione, che ha privilegiato tattiche di imitazione e adattamento. È legittimo chiedersi se questo modello sia ancora in grado di sostenere la competizione delle nuove realtà europee e asiatiche senza una dose massiccia di innovazione organizzativa e tecnologica.
2. Sviluppo dell’e-government
La popolazione della Regione mostra una propensione superiore alla media nell’utilizzo di internet, anche grazie a una copertura territoriale di collegamenti a banda larga abbastanza capillare. La domanda di servizi al cittadino è particolarmente alta.
Al di là della manifestazione dell’e-government attraverso i diversi e molteplici siti web sia di carattere informativo che di erogazione servizi tanto al cittadino che per l’azienda, lo sviluppo dell’e-government in Lombardia si differenzia per tre aspetti significativi:
– la creazione dei SIS.CO.TEL, centri di servizi a supporto di aggregazioni di entità locali per erogazione di servizi IT condivisi. Questa interessante esperienza mostra luci e ombre: a fianco di casi di eccellenza (Pavia), esistono altre realtà dove questo tipo di impianto non è riuscito a decollare. Pensiamo che valga la pena lavorare sugli aspetti che non hanno consentito un più ampio sviluppo dei SIS.CO.TEL, poiché l’idea di base è valida e là dove ha funzionato ha prodotto benefici che avranno una loro valenza nel tempo;
– la ricerca della multicanalità, come mezzo per raggiungere il cittadino nel modo più capillare possibile e per offrire a tutti un mezzo per dialogare con le istituzioni. Le recenti iniziative sull’utilizzo della TV digitale sono un’ulteriore conferma di questa strategia, che ricerca con questo di avvicinare l’e-govenment a chi non ha né potrebbe mai avere familiarità con internet nelle forme a cui è abituato un utente di un personal computer;
– il costante sforzo di adottare tecnologie di carte a microprocessore per l’erogazione e il miglioramento dei servizi al cittadino. Riteniamo che questa area possa portare grandi benefici sia nel miglioramento dei processi interni alla pubblica amministrazione che tra questa ed enti esterni, fino a toccare il singolo cittadino. Pensiamo sia indispensabile identificare delle linee di azione che permettano agli enti pubblici di poter trarre benefici dal cambiamento tecnologico inevitabile in questo campo (si pensi alle carte a prossimità o alla necessità in futuro di usare dati biometrici in settori specifici), preservando al contempo gli investimenti fatti in applicazioni, servizi e formazione.
3. Società
Gli ultimi cinque anni hanno portato (o evidenziato) grandi cambiamenti anche nel tessuto sociale. La maggiore presenza di cittadini stranieri, l’incremento del numero di anziani rispetto alla popolazione attiva sono alcuni dei fattori che hanno portato le pubbliche amministrazioni a guardare con maggiore attenzione alle politiche sociali, dalle necessità della famiglia del terzo millenio, alla presenza sempre più consistente di bambini che in famiglia parlano una lingua diversa, e sono portatori di culture diverse, dal reinserimento di persone emarginate all’attenzione verso i diversamente abili.
Se si potessero mettere a confronto i siti internet delle amministrazioni pubbliche di 5 anni fa con quelli di oggi, noteremmo immediatamente i cambiamenti che si sono verificati sia per l’aumento del numero degli argomenti trattati che per il loro contenuto. Avremmo pensato solo 5 anni fa che nella sola Lombardia avremmo avuto 70 mila alunni stranieri, appartenenti a 11 gruppi linguistici diversi? Attraverso un cd rom che verrà distribuito nelle scuole, questi alunni potranno comunicare con i loro genitori che magari non hanno la stessa padronanza della lingua italiana dei figli. È bello pensare che la tecnologia possa permettere queste cose.
Così come può aiutare i diversamente abili e permettere a persone di comunicare con il mondo attraverso internet, per mezzo delle diverse iniziative che le varie amministrazioni portano avanti e che si vanno moltiplicando.
Come azienda che vive la realtà lombarda e milanese in particolare, saremo sempre disponibili a collaborare assieme ad altre realtà industriali per dare il nostro contributo in questi settori sociali, che molto ci stanno a cuore.